17 febbraio, 2006

Non abbandonare il tuo sito per strada...

Ho aperto oggi la campagna “Se abbandoni il tuo sito in mezzo alla strada la vera bestia sei tu”…scherzo! Ci sono ben altre campagne che vale la pena di sostenere…la mia è una piccola provocazione per ricordare a tutti quelli che hanno un sito web che…hanno un sito web!
Essere proprietari di un sito non significa solo averlo creato (o commissionato) ma vuol anche dire che ci si assume la responsabilità di portarlo avanti con costanza.
Sicuramente vi è capitato di finire durante la navigazione su un sito che palesemente non veniva aggiornato da parecchio tempo…magari la grafica è un po’ vecchiotta…oppure l’ultimo commento inserito risale al 2004 … oppure ancora, le news sono ormai gossip…insomma, l’effetto sul visitatore è tremendo e l’utente medio della rete ormai è alleatissimo a scovare queste inadempienze.
E allora?
Se hai un sito da poco cerca di mantenerlo aggiornato, inserisci strumenti di contatto diretto col visitatore e dedicaci il tempo necessario…
Se sei il proprietario di un sito che è on line ormai da svariato tempo fermati un attimo e rifletti: quand’è stata l’ultima volta che ci sei entrato ? quand’è stata l’ultima volta che hai creato una nuova pagina? O hai modificato dei contenuti? O hai risposto a mails? Se anche solo una risposta a queste domande è “non lo so” oppure “ tre mesi fa”allora devi fare una scelta: lasciare perdere del tutto o rimboccarti le maniche e riprendere in mano la situazione.
Lasciare perdere è una soluzione che suggerisco a chiunque non ha più tempo per il web o per il sito aperto, piuttosto che lasciarlo vagare nell’etere in corso di invecchiamento conviene oscurarlo. Fine dei giochi.
Viceversa se si ha ancora qualche interesse verso le pagine web precedentemente create converrebbe riprendere il mano il progetto, dargli una “sistemata” e riprendere a gestirlo con più costanza, in fondo un sito è anche un modo per esprimersi e richiede tempo e pazienza…perché buttare tutto quello che si è già creato fino a quel momento?
Se, invece, stai lavorando adesso sul tuo sito fermati anche tu e pensa: quanto tempo potrà dedicargli in futuro? E’ molto importante stabilire se si potrà lavorare quotidianamente o almeno settimanalmente alla revisione, aggiornamento delle pagine perché da questa consapevolezza dipenderà l’impostazione intera del progetto. Se sai già che potresti avere altri impegni futuri è inutile mettere in piedi un sito particolarmente accurato che richiede anche piccole spese iniziali…piuttosto orientati su qualcosa di più economico e meno impegnativo …in fondo perché disperdere energie per qualcosa che probabilmente non potrai curare adeguatamente in futuro?
Ammetto che è un po’ strano impostare un progetto immaginandone già i risvolti futuri ma nel caso di un sito web ritengo sia un atto doveroso verso se stessi e i potenziali visitatori. Il tutto nasce dal meccanismo di creazione: in fase di individuazione dell’idea e della realizzazione vera e propria e fin troppo facile perdersi nei meandri delle idee e della creatività…il problema poi è mantenere tale condizione in futuro.
L’entusiasmo è una gran bella cosa ma andrebbe dosato con saggezza: dal momento che oggi è facilissimo aprire e creare un sito (sia in termini economici che pratici) perché farlo tanto per fare? O perderci tempo e denaro se poi verrà lentamente lasciato in un angolo a invecchiare?
Anche questo fa parte della consapevolezza dell’idea…apprezzo molto di più chi apre un sito di piccole dimensioni per capire come si evolverà e come lui stesso potrà seguirlo per poi valutare se è il caso di ampliarlo… qualcuno direbbe: chi và piano, và sano e và lontano.....

16 febbraio, 2006

L'interattività come veicolo promozionale

L’interattività è una forma di comunicazione che facilita i contatti con i visitatori del sito.
Attraverso l’interattività è possibile creare un collegamento diretto con il navigatore il quale viene contemporaneamente coinvolto nello scambio e sarà per questo più motivato a non perdere di vista il sito in questione.
Da questa premessa è già possibile intuire come l’interattività può diventare una forma promozionale indiretta: crea contatti coinvolgendo l’utente.
Senza dubbio uno dei problemi principali di un nuovo sito pubblicato nella rete è quello di ottenere visite e quindi, cercare di attirare il maggior numero possibile di utenti verso le proprie pagine. La pubblicità è la risposta più diretta a questa problematica ma è anche la più costosa in termini monetari, viceversa l’interattività può diventare uno strumento di promozione indiretta che richiede un atro tipo di costi: la costanza, l’aggiornamento frequente e, tutto sommato, tempo dedicato.
In altri termini si può dire che attraverso questi strumenti si facilitano i contatti e per questo è più facile aumentare le visite del proprio sito.
Da un punto di vista pratico oggi la forma di interattività più “alla moda”, il “must” del momento è senza dubbio il Blog: attraverso i pensieri, le idee, i commenti in esso inseriti è possibile generare facilmente discussioni con altri navigatori e questo porta inevitabilmente a una maggiore visibilità per se e per il proprio sito. Tutto questo però, come accennavo sopra richiede tempo, pazienza e costanza perché per ottenere commenti e generare interesse bisogna scrivere molto e soprattutto scrivere in modo accattivante su argomenti che possono attirare l’attenzione…e queste caratteristiche sono senza dubbio una nota dolente per chiunque ha poco tempo o poche idee in testa.
Stesso ragionamento per i forum dove il visitatore può contattarne l’amministratore per fare richieste sull’argomento specifico dichiarato (dall’assistenza al servizio/bene fornito a chiarimenti/confronti su temi specifici come “le moto di ultima generazione” ect..): però l’amministratore in questione (che spesso è il proprietario del sito o un suo collaboratore) deve garantire risposte in tempi relativamente brevi ma soprattutto non deve mai dare l’impressione di aver abbandonato il forum altrimenti scoraggerà le visite e , di fatto, abbatterà l’effetto positivo generato dallo strumento.
Meno impegnativi e ugualmente validi per creare un collegamento personalizzato col visitatore sono i form di contatto e i sondaggi che richiedono minore tempo per la loro attivazione ma soprattutto non impongono la presenza costante come il Blog o il Forum; il rovescio della medaglia è che il loro effetto promozionale è notevolmente minore.
Una via di mezzo tra le due categorie sopra esposte in termini di impegno e risultati sono La chat e il Newsletter.
La prima richiede un iniziale impegno per la creazione di una giusta piattaforma che renda accessibile e facile all’uso lo strumento però , successivamente, non impone presenza costante da parte del proprietario anche perché una delle funzioni principali della chat è quella di facilitare i contatti tra persone mettendo a disposizione uno spazio libero in qui incontrarsi. Di conseguenza è facile che chiunque utilizzi la chat lo faccia anche per incontrarvi altre persone piuttosto che il solo proprietario del sito; in ogni caso se si inserisce una chat nelle proprie pagine web è sempre bene “farsi sentire” ovvero rendere nota la propria presenza magari dichiarando orari precisi in cui è possibile trovarsi on line per discutere, in questo modo si dà la possibilità al visitatore di avere un contatto in tempo reale che lo invoglierà a ritornare sul sito stesso.
Anche il newsletter risulta essere meno impegnativo del Blog e del Forum perché non richiede interventi quotidiani (salvo il caso in cui si sceglie di inviarla tutti i giorni) però è uno strumento molto efficace in termini di marketing se viene curato adeguatamente e contiene contenuti che possono attirare chi lo riceve verso il sito proprietario. Sostanzialmente il newsletter può diventare un veicolo di visite inimmaginabile a patto che si ottengano iscrizioni iniziali rilevanti e che i suoi contenuti e la periodicità di invio siano adeguati a mantenere vivo il ricordo del sito verso l’utente interessato.

15 febbraio, 2006

Approposito di "capirci di internet"..

In un precedente post ho incitato neanche tanto velatamente, chi intende avere un sito web a informarsi sui rudimenti, a capire l'essenziale del meccanismo per non lanciarsi nel vuoto.
Stamattina sono incappata in un post molto interessante su
Mauro Lupi's Blog Lasciamoli dire ma rispondiamo
che riprende una discussione aperta sul Blog di
Alessandro Longo Il giornale Vs.internet: atto "ho perso il conto"
. Questi post trattano il problema dell' "ignoranza" rispetto ai mass media ovvero la beffa nella beffa in quanto non solo le masse sono reticenti a informarsi (per essere più precisi : non hanno tempo da perdere per 'stà roba)ma anche alcuni giornalisti che scrivono della rete lo fanno senza sapere esattamente di cosa stanno scrivendo .... se non è ironico questo...
Personalmente penso sia più che altro deprimente ma fà parte della nostra mentalità:
finchè non sono costretto quella roba lì tecnologica non la pronuncio neanche...se poi proprio la devo usare proverò qualcosa tanto per dargli un garbo, tanto mica serve davvero! è solo progresso...

Già è solo progresso...peccato che di questo progresso in altri contesti ci pavoneggiamo d'orgoglio..

14 febbraio, 2006

Ebay come stumento promozionale

Non so se avete sentito parlare o provato il meccanismo delle aste on line.
Sinteticamente si tratta di vendere oggetti attraverso un sito che si propone come piattaforma di intermediazione dove i potenziali acquirenti possono visionare tutto ciò che è in vendita e decidere se partecipare. Il meccanismo è lo stesso delle aste tradizionali: il venditore fissa un prezzo di partenza per cui i potenziali acquirenti per aggiudicarsi l’oggetto dovranno fare un offerta più alta di quella in corso. Ovviamente ci sono , poi, moltissimi altri “sottomeccanismi” per evitare , ad esempio, di vendere al di sotto di un certo prezzo di riserva o per permettere a chi è disposto a spendere un po’ di più di aggiudicarsi subito l’oggetto senza aspettare la scadenza dell’asta.
In ogni caso queste sono le aste e on line il sito più diffuso, serio ed accreditato in tutto il mondo è Ebay.
In quest’articolo però non approfondirò come acquistare o vendere al meglio bensì vorrei concentrarmi su un aspetto della vendita on line che probabilmente molti trascurano ovvero la possibilità di usare l’asta come strumento (e non come mezzo) per favorire le visite verso il proprio sito.
Mi spiego meglio.
Quando si decide di vendere on line Ebay mette a disposizione tutta una serie di strumenti idonei a promuovere al meglio il bene in oggetto tra i quali una scheda specifica dove poter inserire ogni tipo di informazione che può invogliare potenziali acquirenti a fare un’offerta, ed è proprio attraverso queste informazioni che è possibile inserire riferimenti al proprio sito. In pratica di solito chi è interessato a un oggetto ne và a vedere le caratteristiche , cerca informazioni sul venditore …insomma si documenta il più possibile come è giusto che sia trattandosi di transazioni on line e quindi non tangibili subito. Proprio per questo è altamente probabile che,se trova i dati di un sito web, proverà ad accedervi un po’ per curiosità e un po’ per avere una maggiore visione del venditore con cui a che fare. Lo stesso Ebay si è accorto della potenzialità al punto da dare la possibilità ai suoi clienti di aprire un vero e proprio negozio on line avvalendosi degli strumenti e della piattaforma del sito stesso…in pratica vengono aperti veri e propri siti “affiliati” ad Ebay il quale sarà il mercato preferenziale di vendita.

REALTà AZIENDALI CHE Più SI ADATTANO
Naturalmente il requisito di base per tentare questa forma promozionale indiretta è avere oggetti da vendere possibilmente legati alla propria attività (per la quale si è aperto il sito). L’intento primario in questo caso non deve essere ottenerne un particolare profitto ma attirare l’attenzione verso la propria attività e il sito che la rappresenta. Di conseguenza si dovrebbero vendere oggetti sui quali non si hanno elevate aspettative reddituali (magari residui di magazzino o comunque oggetti di linee o annate precedenti) ma che possano incuriosire e invogliare.
Una volta scelti gli oggetti e iniziata la procedura di vendita non resta che organizzare al meglio le informazioni e soprattutto dare il massimo rilievo all’indirizzo del proprio sito in modo che chiunque possa accedervi facilmente senza dover cercare troppo.
La prima e ovvia obbiezione che si può muovere a questo meccanismo è che
“non si sarebbe mai venduto on line se non ci fosse stata questa alternativa”
..infatti, come dicevo sopra l’intento di partenza non deve essere quello di vendere bensì di usare l’asta per promuovere il sito e quindi la propria attività commerciale. Tra l’altro uno degli aspetti positivi delle aste è proprio quello di non creare vincoli: si può decidere di vendere 1 oggetto come 100 senza che questo leghi in alcun modo l’utente con Ebay.
A maggior ragione in casi come questo è consigliabile iniziare con qualche prova di vendita, per prendere dimestichezza con gli strumenti e imparare bene la logica in modo da poter valutare se gli oggetti in questione attirano acquirenti (e quindi vale la pena di continuare) oppure se il mercato è saturo e l’effetto positivo in termini di pubblicità per il sito non giustifica l’impegno di gestire l’asta per tutta la sua durata.
Tutto ha un costo e il mondo della pubblicità ne è un esempio evidente però è possibile ottenere risultati ugualmente validi senza spendere cifre esorbitanti attraverso sistemi di promozione indiretta che attirano visite senza che l’utente ne sia immediatamente consapevole…. Se ricevo una mail che descrive i servizi di un’impresa mi rendo conto subito di trovarmi davanti a pubblicità mentre se trovo il link (o il riferimento) a un sito in un contesto non prettamente promozionale posso scegliere di visitarlo senza sentirmi forzato o invaso di comunicazioni con palese obbiettivo commerciale.

Quando "NON MOLLARE MAI" NON è una favola...

Il presente post esula dall'argomento principale del Blog.
Non sò quanti hanno seguito ieri sera la finale di pattinaggio su ghiaccio a coppie nell'ambito di Torino2006.
Al di là dell'interesse specifico per lo sport in questione vorrei porre l'accento su un aspetto della competizione: la gara della coppia Zhang Dan/Zhang Hao.(Cina).
I due Zhang avevano alte possibilità di rimanere in testa fino alla superba esibizione della coppia russa Tatiana Totmianina/Maxim Marinin che hanno ottenuto un punteggio elevato che imponeva da parte dei cinesi una prestazione perfetta sotto ogni angolazione per agguantare la medaglia d'oro.
Dopo pochi secondi dall'inizio dell'esibizione, nel corso del primo salto La Zhang è caduta rovinosamente finendo contro la balustra e accusando un dolore al ginocchio tale di costringerla a interrompere la performance.
Ora, nel pattinaggio interrompere un'esibizione nel 90% dei casi equivale a dire ritirarsi in quanto per regolamento restano 2 minuti dall'interruzione per potre riprendere da dove ci si è interrotti(con le penalità del caso)...tradotto per chi non è pratico di questo sport: se si riprende non si otterrà mai una posizione rilevante in graduatoria a causa delle penalità e dell'impatto emotivo sugli atleti che difficilmente riescono a eseguire il resto dell'esercizio con serenità e precisione.
Ebbene, dopo tutte queste premesse La Zhang con un ginocchio dolorante e ancora in lacrime stringe i denti e riprende l'esibizione assieme al patner, eseguono di seguito salti ad elevato coefficiente di difficoltà e portano a termine il programma con poche sbavature di fondo.
Risultato finale: SECONDO POSTO. Mai successo nella storia del pattinaggio su ghiaccio.
Ancora ho i brividi mentre lo scrivo.
Peccato che questo sport sia poco seguito perchè ieri sera è stata data una lezione di vita a tutti.
Non importa che si tratti di pattinaggio, che la protagonista sia un atleta cinese ...importa quello che ha dimostrato con la grinta, la determinazione e lo spirito di sacrificio.
Ieri sera ci è stato insegnato che SI PUò NON MOLLARE MAI. O almeno PROVARCI OLTRE OGNI LIMITE immaginato....senza abbattersi al primo ostacolo, senza vittimismi, accettando il risultato finale qualunque esso sia...ma potendo guardare il mondo a testa alta.

Complimenti Dan Zhang, hai tutta la mia ammirazione.
l'articolo sulla notizia

13 febbraio, 2006

Hosting truffa: un caso per riflettere...

LA STORIA
La hosting house WMG Italia aveva allocato i server dove si trovavano gli spazi dei propri clienti (acquirenti pacchetti di hosting) a Milano presso la web farm EasyNet. L’anno scorso anno l’hosting house Aruba ha acquisito i clienti di WMG Italia pagandone il corrispettivo pattuito e il 09 Febbraio scorso avrebbe dovuto verificarsi il trasferimento dei server presso un'altra sede di proprietà di Aruba ma EasyNet ha negato il trasferimento. Il giorno stesso e quello successivo (giovedì e venerdì scorsi) migliaia di siti tra i quali alcuni di considerevole importanza (come quello del comune di Ischia) sono letteralmente “spariti”…e il comune denominatore era che tutti avevano acquistato spazio web da WMG Italia.

IL RETROSCENA
EasyNet aveva scoperto che WMG Italia risultava fortemente indebitato nei propri confronti mentre Aruba, che ha acquisito la clientela di WMG, ha dichiarato di esserne allo scuro avendo pagato profumatamente WMG per i propri contratti in essere ma non per eventuali indebitamenti in corso.

IL RISULTATO FINALE
Dopo ripetuti solleciti, EasyNet nel rispetto del contratto stipulato con WMG, ha interrotto il servizio di allocazione dei server in attesa di ricevere le cifre pattuite .
Contestualmente i clienti che avevano stipulato un accordo con WMG e sono poi stati ceduti ad Aruba si sono trovati senza sito. ON LINE I SITI NON ESISTEVANO Più!

L’EPILOGO
Il gruppo Aruba si è accordato con EasyNet (non senza aver intrapreso vie legali) e è riuscito a spostare rapidamente i server presso una propria web farm rendendo di nuovo visibili tutti i siti in essi allocati. Il tutto già a partire da ieri ovvero domenica 12 Febbraio. Le movimentazioni economiche di questo passamano di clientela e server non ci è dato da sapere ma senza dubbio qualcuno ci ha rimesso (e non poco) e qualcun altro spera di essersela cavata .

QUALCOSA NON QUADRA..
Fin qui l’intera vicenda potrebbe anche essere passabile (contorta ma nella media delle situazioni a cui le società italiane che si occupano di informatica ci hanno ormai abituato)se non fosse per un dettaglio: la clientela di WMG Italia pare abbia ricevuto la comunicazione dell’avvenuta vendita dei server senza alcun preavviso specificio e senza precise spiegazioni tanto che a tale inadempienza ha dovuto sopperire Aruba nei giorni scorsi attraverso una sua società.

COSA INSEGNA TUTTO QUESTO TEATRINO?
Al di là dei nomi delle società coinvolte nella vicenda in questione, per il semplice navigatore della rete che ogni giorno viene tentato da nuove offerte di spazio web e annessi servizi a pochi euro annuali c’è un semplice messaggio che vorrei arrivasse chiaramente: non abbassare mai la guardia e non fidarsi troppo di super offerte. A volte conviene affidarsi a società più conosciute e che offrono servizi a prezzi medi non troppo bassi (ma neanche eccessivi) piuttosto che spendere poco ma rischiare il totale e improvviso oscuramento del proprio sito. Ho scritto “a volte” perché la bacchetta magica non ce l’ha nessuno per cui è possibile che anche hosting house consolidate e rinomate possano subire tracolli o cadere negli indebitamenti . Può essere. Ma tra le due situazioni la più rischiosa è senza dubbio la prima.
D’altra parte come per chi gioca in borsa l’importante è saperlo: se si vuole spendere poco e rischiare abbastanza, nessun problema…basta esserne consapevoli.
Purtroppo i clienti di WMG Italia non lo erano.

Meditino tutti quelli che hanno o avranno a che fare con l’acquisto di spazio web.

Se sei interessato a leggere l'articolo apparso sul Corriere della Sera ...

Non avere paura: i Blog non mordono!

Avere un Blog è un pò il trend del momento...ma allo stesso tempo è diventato lo spauracchio di tutti quelli che navigano ma non troppo, che sanno cos'è internet ma certe termini non li capiscono oppure di chi si è fatto prendere dall'entusiasmo e dalla semplicità: ne ha aperto uno e adesso fissa la pagina bianca in attesa che qualcosa (o qualcuno?) gli dia l'illuminazione giusta su cosa scrivere, come farlo, in che modo...
I Blog sono libertà a 360°C...sono contenuti allo stato puro (se vengono tenuti aggiornati) ma sopratutto sono un veicolo semplice e immediato di contatti. Per questo sono amatissimi dai motori di ricerca, perchè non nascondono insidie (per ora) e non nascondono secondi fini: tutto quello che leggi è quello che offrono.
Per questo avere un Blog può essere un ottimo veicolo di traffico per farsi conoscere, anche nell'ottica di promuovere indirettamente un proprio sito.
Indubbiamente dipende sempre dall'intenzione. Se si è proprietari di una catena di negozi che distribuiscono accessori di abbigliamento forse il modo per promuovere il proprio sito lo si può trovare al di fuori del Blog ( o forse no direbbe qualche esperto di webmarketing più estroso?), viceversa se si cercano prevalentemente contatti dalla rete perchè non provarci?
Certo, c'è il problema dell'esposizione. Nei Blog se vuoi davvero colpire il visitatore e generare attenzione devi esporti in un modo o in un altro...ci sono tanti modi di esporsi, a mio avviso, non c'è bisogno di confidare i propri segreti più intimi! per cui..perchè non provarci?
A questo proposito rimando a un ottimo post pubblicato su lucianogiusti.org che illustra con accuratezza ed intelligenza come aprire e mantenere un Blog senza passare troppe notti in bianco: Come si apre un Blog in 10 semplici ..domande.

11 febbraio, 2006

I blog vengono inquinati dagli splog!

Leggete questo articolo pubblicato dal Blog " Il MoNdO di al"... c'è di che riflettere sull'abuso dei Blog...state in campana!!
Il MoNdO di Al: I blog vengono inquinati dagli splog!

DIVAGHIAMO UN Pò...non si può essere sempre seri!!

 
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Eccomi qua! questa sono io in tutto il mio "orrore" con il mio piccolo cucciolo (lui si che è stupendo!)... prima o poi dovevo mostrarmi...almeno siamo certi che il mio vero nome non è Ugo!

Il LAYOUT tra tabelle e fogli di stile: caratteristiche a confronto

Il termine layout viene usato per indicare l’impaginazione ovvero ciò che definisce l’ossatura nella presentazione di una pagina web.
Il layout può essere realizzato attraverso due principali tipologie nate in due momenti diversi nell’evoluzione del web e che possono modificare la presentazione grafica delle pagine.
All’origine la presentazione e l’organizzazione delle informazioni avveniva esclusivamente attraverso l’uso di tabelle. Dal punto di vista pratico, lo spazio della pagina viene regolato e suddiviso attraverso tabelle semplici e nidificate (ovvero tabelle create dentro altre tabelle). Tale meccanismo ha permesso facilmente di strutturare le informazioni dentro a diverse aree, separandole e potendone così diversificare la presentazione finale (soprattutto per quello che riguarda font, colore, sfondo, dimensioni in quanto ogni cella può avere una diversa formattazione).
I principali PREGI sono quindi:
- la SEMPLICITà nell’uso in quanto chiunque sia in grado di creare tabelle in un semplice programma di videoscrittura saprà organizzarle in una pagina web, i meccanismi di gestione delle colonne e delle righe sono assolutamente identici e questo rende accessibile la creazione di pagine web anche da parte di chi non conosce bene i linguaggi di programmazione (basta avere qualche nozione di html);
- la VELOCITà in quanto ciò che si crea attraverso le tabelle rispecchia immediatamente l’aspetto grafico che assumerà la pagina ed è, quindi, più immediato valutarne gli effetti ed eventualmente correggerli o modificarli:
- la FACILE DECODIFICAZIONE da parte di ogni tipo di broswer comprese le versioni meno recenti, proprio per la sua struttura lineare la tabella viene facilmente riconosciuta da ogni broswer senza creare particolari problemi nella presentazione finale.
Negli ultimi anni però, con l’evoluzione nei linguaggi di programmazione e l’aumento della complessità degli stessi si è reso necessario individuare un altro meccanismo esterno che permettesse la gestione della presentazione senza intaccare direttamente la struttura o i contenuti. I FOGLI DI STILE (ovvero CSS)sono nati proprio con l’intento di scindere i vari aspetti che compongono una pagina web: essi sono strutture esterne attraverso le quali è possibile regolare l’impaginazione e la formattazione dei contenuti. Da un punto di vista pratico non si lavora più direttamente nel codice di programmazione inserendo tabelle che suddividono le pagine, bensì si definiscono le regole di rappresentazione in un documento a parte (appunto il foglio di stile) che verrà richiamato all’inizio della pagina web e attraverso tale richiamo il linguaggio di programmazione saprà quali regole di rappresentazione dovrà applicare.
Quindi i principali PREGI dei fogli di stile sono:
- SEPARAZIONE tra contenuti e rappresentazione; in quanto proprio perché si tratta di un documento a parte, le informazioni non si mescolano coi contenuti rendendo Più VELOCE il caricamento delle pagine web nonché ALLEGGERENDO il codice di programmazione che sarà quindi codificato più velocemente dai broswer,
- IMMEDIATEZZA nelle eventuali modifiche di rappresentazione in quanto tutti gli elementi ai quali è stata applicata la stessa regola del CSS verranno automaticamente modificati agendo sul foglio di stile piuttosto che su ogni singola cella della pagina;
- quando si conoscono a fondo conferiscono maggiore CONTROLLO sul risultato finale anche se mantengono dei limiti puramente pratici legati ad alcune rappresentazioni che possono essere realizzate correttamente solo con le tabelle oltre al fatto che , per ora, i broswer non sono ancora in grado di interpretarli allo stesso modo e questo può renderne parzialmente diverso l’impatto visivo dell’utente.
La scelta tra l’uno a l’altro dipende decisamente dalla padronanza che si ha dei due strumenti e dalla mole di contenuti che si gestiranno:
- se non si hanno specifiche nozioni informatiche le tabelle sono senza dubbio più immediate e intuitive nell’uso oltre al fatto che garantiscono la stessa visività da qualsiasi broswer vengano aperte;
- se però si devono gestire molte informazioni e si prevede di dover creare svariate informazioni è consigliabile l’uso dei CSS perché modificandone un elemento è possibile agire su tutti i punti delle pagine a cui era applicato quell’elemento; inoltre quando si lavora con molte informazioni è facile che si verifichino problemi e usando i CSS si evitano mescolamenti tra rappresentazioni e contenuti .

10 febbraio, 2006

Perchè il mio sito stà invecchiando? -2'parte-

Accanto alle motivazioni elencate nella prima parte di questo articolo, è possibile notare come nella realtà esistono anche situazioni specifiche che favoriscono l’invecchiamento di un sito web.
Se si è commissionato il proprio sito a terzi (professionista, web agency o autodidatta che sia)e non si ha alcuna dimestichezza con la rete è molto probabile che si ignori letteralmente la necessità di aggiornare il sito. Nell’attuale realtà italiana sono ancora molte le persone che aprono un sito (consapevoli delle potenzialità dello strumento) ma non avendo nozioni o conoscenze specifiche demandano completamente il lavoro a terzi; in una situazione come questa se l’addetto in questione non chiarisce gli aspetti che generano vecchiaia nelle pagine è facile per il proprietario di turno trascurare completamente il problema anzi! Si crea la convinzione di avere un buon sito quando, invece, passati circa 6 mesi, normalmente, si iniziano già a vedere i primi segni di invecchiamento...
Una situazione come questa non si può risolvere, in effetti, se non attraverso un processo di maturità sia da parte di chi crea siti (specialmente se non si è ancora professionisti o comunque se non lo si fa di mestiere)sia da parte di chi ne vorrebbe possedere uno.
I primi dovrebbero spostare i propri obbiettivi dalla consegna del lavoro finito alla gestione di un sito che possa avere “vita lunga e produttiva”, per lo meno dovrebbero sottolinearne maggiormente quali sono le naturali evoluzioni in cui incorre dopo la propria creazione. In definitiva il vero problema da far capire è che DOPO LA CREAZIONE C’è L’EVOLUZIONE. Se quest’ultima viene ignorata si passa direttamente dalla creazione alla morte.
I proprietari dei siti, invece, dovrebbero abbandonare definitivamente l’idea che “si fa fare tutto a chi ne sa di più”…d’accordo sul fatto che bisogna lasciare a ognuno il proprio mestiere ma ignorare completamente o quasi quello che si è commissionato favorisce la nascita di tutta una vasta gamma di problemi, non ultimo quello di avviare un sito decretandone già una vita breve. Il mio suggerimento è di informarsi sia prima che dopo aver affidato la creazione del proprio sito, non c’è bisogno di capire i linguaggi di programmazione, l’importante è essere CONSAPEVOLI di quello che succede. Senza dubbio ci sono, in Italia, alcune generazioni che faticano maggiormente a capire le dinamiche della rete: gli attuali quarantenni , se non svolgono mestieri che richiedono obbligatoriamente l’uso del computer, non hanno di fatto avuto modo di prendere confidenza con lo strumento e le tecnologie e faticano a farlo adesso. Allo stesso modo però, in alcuni casi basterebbe poco per diventare più consapevoli e meno INTIMIDITI da internet…leggete…leggete….leggete.
Oppure non aprite un sito web.

Nella realtà aziendale, invece, una situazione frequente che causa invecchiamento delle pagine web è il rapporto deficitario tra mole di lavoro ed evoluzioni nella rete. Avere un sito web per un’azienda può portare alla scelta tra due soluzioni: commissionarlo a un professionista esterno o assumere più o meno stabilmente una persona in grado di crearlo e seguirlo. In quest’ultimo caso è più facile ridurre gli “effetti dell’invecchiamento”assegnando ogni attività del sito a un professionista legato da un contratto anche se è altrettanto facile trovarsi con un prodotto al di sotto delle aspettative se non si è in grado di verificare l’operato (e qui ritorniamo sul problema dell’informarsi di cui sopra..). Se, invece, ci si è avvalsi dell’operato di un professionista esterno diventa molto importante stabilire le caratteristiche di tale collaborazione. Nonostante queste precauzioni per l’azienda il sito , di norma, rimane un aspetto parallelo all’attività ma non primario e per questo tende a lasciarlo da parte se ha un periodo particolarmente intenso dal punto di vista lavorativo. Non c’è errore peggiore! Proprio quando l’azienda affronta cambiamenti produttivi, il lancio di ulteriori beni/servizi , ampliamenti settoriali o qualsiasi modificazione nella propria attività non ci si dovrebbe dimenticare di mantenere al passo il proprio sito. Attraverso il web, anche se non si pratica e-commerce, si entrerà in contatto con potenziali clienti i quali valuteranno l’impresa anche in base all’immagine che ne ricava dal sito: più tale immagine risulta essere obsoleta e maggiori saranno i rischi legati alla perdita dei clienti stessi. In sostanza, per un’attività promossa attraverso il web (di qualsiasi natura e genere) è molto importante mantenere aggiornate le proprie pagine on line (eventualmente avvalendosi della collaborazione di un esperto esterno che non venga così impiegato nella routine produttiva), la tipica frase “c’è molto lavoro non ho tempo per internet” andrebbe cancellata dal vocabolario se si possiede un sito web perché i danni ricavata da un’errata impressione sui visitatori dimostreranno quanto è sbagliata tale filosofia. Altrimenti si dovrebbe rinunciare definitivamente al sito commerciale. Meglio non fare niente piuttosto che fare qualcosa fatta male.

IL BLOG CAMBIA PELLE


Questo Blog è nato per favorire la diffusione delle informazioni inserite nel sito Crearesitiweb.com.

L'intento era ed è tutt'ora quello di generare il maggior numero di discussioni legate alla creazione, manutenzione e gestione dei siti web.

Fin'ora mi sono limitata a questo però mi rendo conto che l'argomento può apparire più noioso e barboso di quello che è in realtà...avere un sito web implica un progetto di lavoro senza dubbio impegnativo ma è anche uno strumento potentissimo nelle mani di chi lo possiede: sono molte le implicazioni nella creazione e nell'uso che possono fare la differenza...basta conoscerle e saperle usare al meglio!

Per questo, da oggi cercherò di dare il giusto peso all'argomento e mostrarne tutti i colori...non solo il nero e il grigio delle fredde nozioni!!

Il percorso è lungo ... per ora mi limito a imboccare la prima strada...poi vedremo!

09 febbraio, 2006

Perchè il mio sito è invecchiato?

L’idea che un sito possa diventare vecchio è effettivamente comica ma rende molto bene l’idea di quello che è un processo automatico che si può arrestare solo con interventi periodici e molta attenzione.
Ebbene si, anche un sito può diventare obsoleto sotto molti punti di vista: nelle informazioni, nell’impatto grafico, nella navigabilità e nei servizi forniti.
Molto spesso, specialmente se la lavorazione del sito è stata particolarmente impegnativa o problematica, si può essere portati a pensare che, pubblicato il tutto, da quel momento il sito navigherà stabilmente nell’etere acquisendo accesso.
Niente di più falso.

Come accennavo sopra ci possono essere molti aspetti che , nel corso del tempo, se non debitamente aggiornati o comunque manutenzionati finiscono col contribuire all’invecchiamento (anche precoce purtroppo!) del nostro sito.
I CONTENUTI sono il primo fattore che “scade” rapidamente semplicemente perché le informazioni cambiano ogni giorno, soprattutto nei siti a tema o di contenuto se non si aggiornano costantemente i dati si rischia velocemente di “rimanere indietro” e proporre ai visitatori informazioni già conosciute. In un sito commerciale, invece, la situazione è un po’ diversa perché la realtà dell’azienda e del settore in cui opera si evolve più lentamente delle normali notizie però è bene non trascurarne comunque le modificazioni nell’ottica di favorire la crescita di un’immagine dinamica e in crescita.
L’ASPETTO delle pagine sono un altro elemento che , col tempo, rischia di diventare sorpassato: si può dire che l’uso dei colori, di animazioni o di immagini hanno, in un certo senso, una scadenza rispetto alle evoluzioni nelle creazioni grafiche del web. Tali evoluzioni non sono senz’altro giornaliere ma neanche mensili (non per l’occhio del visitatore almeno) però dipendono molto dall’impostazione grafica di partenza. Se la grafica scelta segue canoni abbastanza lineari, senza troppi contrasti , l’impressione fresca e chiara delle pagine riuscirà a sopravvivere più a lungo rispetto a scelte ad effetto come colori forti, immagini di sfondo, animazioni molto presente…e questo per un motivo molto semplice: più l’impatto è diverso dalla normalità e più rischia di invecchiare facilmente soprattutto se si evolvono le tecnologie grafiche.
La NAVIGAZIONE, ovvero la possibilità di capire facilmente la struttura del sito e reperirne quindi le informazioni, è un aspetto che può invecchiare con l’evoluzione naturale del sito stesso. Capita frequentemente che all’origine la struttura del sito sia stata definita in base ai contenuti e alle sezioni che si pensava di utilizzare, ma col passere del tempo alcuni aspetti sono cambiati, sono state inserire nuove pagine, sono state aggiunte notizie e/o informazioni …insomma, il sito si è evoluto ma non la sua struttura! E ovviamente questo crea problemi all’utente che naviga al suo interno con difficoltà. Trascurare la navigazione significa ignorare le necessita del potenziale visitatore e favorire quindi la perdita di visite, specialmente in una realtà aziendale le pagine web devono rispecchiarne la politica commerciale e devono permettere al cliente di trovare ogni bene/servizio proposto senza troppi sforzi. Ne deriva che, se l’impresa espande la propria rete di vendita, cambia alcuni prodotti, ne lancia di nuovi o evolve le proprie metodologie contrattuali non può non tenere conto anche nel proprio sito.
I SERVIZI forniti on line possono cambiare col trascorrere del tempo sia in una realtà aziendale che non per moltissimo motivi a volte anche imprevedibili. Normalmente, quando ci si approccia alla rete per la prima volta si tende a creare qualcosa di semplice da gestire e facile da capire; così l’impresa difficilmente si avvia all’e-commerce immediatamente (salvo casi di imprese che nascono proprio per esercitare on line ovviamente!)e allo stesso modo chiunque gestisce un sito di contenuto (ma anche personale) prova a organizzare le informazioni tra alcune sezioni che sembrano appropriate ma non può prevedere come si evolveranno e quali servizi collaterali potrà decidere di avviare una volta che il numero di accessi sarà aumentato. Anche in questo caso il sito web non può rimanere lo stesso ma necessita di cambiamenti (a volte anche strutturali) che si adattino alle modifiche nei servizi forniti, sempre nell’ottica di favorire una buona impressione nell’utente .

07 febbraio, 2006

Lo SFONDO tra struttura e contenuti

Navigando ci si imbatte facilmente in ogni tipologia di siti e l’impatto visivo è senza dubbio il primo approccio che l’utente ha verso la pagina web. Fa quindi parte dell’impatto visivo, anche se spesso viene sottovalutato, lo SFONDO ovvero tutto ciò che stà dietro alle parole, le immagini, le animazioni …insomma l’ossatura di base su cui si “appoggiano” i vari contenuti .
Molto spesso si associa al termine “grafica” la scelta delle immagini e dei colori per le barre, i menù e le animazioni che accolgono il nuovo visitatore mentre è più facile dimenticarsi dello sfondo dando per scontato che verrà “coperto” da altri elementi. Tali considerazione a volte è vera (se ad esempio si riempie la pagina di testi o di immagini)ma nella maggior parte dei casi è parzialmente falsa perché , al di là dei contenuti, lo sfondo rimane sempre l’ossatura di base e può comparire in qualsiasi spazio libero (ad esempio tra la fine di un menù e il corpo centrale..).
Ragionando sulle tipologie di sfondo possiamo individuarne prevalentemente due:
- SFONDO A COLORI
- SFONDO A IMMAGINI
Nel primo caso si tratta di scegliere un colore o l’abbinamento di colori da utilizzare come base per i contenuti. Scegliere questo tipo di sfondo è molto più complicato di quello che si pensa perché il colore non deve in alcun modo impedire la lettura e la facile visualizzazione dei contenuti e contemporaneamente non deve ledere l’immagine complessiva della pagina. Il rischio più comune che si corre è quello di appiattire la pagina oppure di renderla anonima se gli altri elementi grafici non sono debitamente strutturati intorno allo sfondo.
In molti casi, per evitare problemi di abbinamento con gli altri elementi grafici si sceglie il colore bianco (vedi ad esempio il sito di html.it ), tra i suoi pregi c’è senz’altro l’adattabilità e la facilità di lettura dei contenuti; il suo peggior difetto invece è l’eccessiva semplicità, la scontentezza che può trasformarsi in anonimato se la struttura della pagina è troppo semplice e con pochi abbinamenti.
Una valida alternativa al bianco sono i colori pastello molto sfumati che non modificano la presentazione semplice della pagina ma la rendono meno scontata e piatta. Guardiamo per esempio il sito di ShinyStart in italiano a parte il corpo centrale che è bianco, lo sfondo a destra e sinistra della pagina sembra bianco ma in realtà è una tonalità di azzurro molto chiaro che pur essendo appunto molto vicino al bianco, non lo è , e questo mantiene un impatto semplice e pulito spezzando la monotonia. Una logica similare ma con una rilevante variante la possiamo trovare sul sito di Virgilio.it recentemente aggiornato: lo sfondo è sulle tonalità dell’azzurro chiaro ma è sfumato ovvero nella parte alta della pagina è bianco per poi sfumare progressivamente verso il basso in un azzurro chiaro. Personalmente ritengo che sia una scelta semplice ma ad effetto perché si integra perfettamente con le barre laterali rimanendo uno sfondo discreto e pulito.
Naturalmente è possibile utilizzare anche colori più forti e non sfumati però tale scelta richiede un corpo centrale adattabile e soprattutto non si deve abusare di tonalità eccessive perché colpiscono molto l’occhio del visitatore stancandolo più facilmente specialmente se i contenuti sono lunghi e impegnativi nella lettura.
Lo sfondo a immagini è una scelta più impegnativa perché definire un’immagine da inserire come base per la struttura delle pagine vincola molto il resto della grafica. Sostanzialmente se si vuole impostare uno sfondo di questo tipo conviene prima scegliere l’immagine e solo dopo lavorare sul resto della grafica perché tutto sarà condizionato da questa scelta: cromature dei colori, abbinamenti ect… L’immagine di sfondo di norma non è mai impostata con i colori originali perché si rischia di rendere troppo difficile la lettura, è consigliabile sfumarla a piacere e fare prove di lettura per evitare spiacevoli sorprese a struttura ultimata. Guardiamo ad esempio il sito di Lou Reed : lo sfondo è un collage di foto e immagini varie del cantante tutte impostate sulle tonalità del grigio-nero, tale scelta risulta essere molto ad effetto ma allo stesso tempo ha imposto precise scelte grafiche per quel che riguarda il corpo centrale delle pagine.
Volendo riassumere, lo sfondo a immagine è senz’altro una scelta coraggiosa e molto efficace per colpire il visitatore ma nel lungo periodo può diventare impegnativo mantenere una grafica adattabile; viceversa lo sfondo a colore (possibilmente tonalità chiare) è una soluzione di gran lunga più semplice nella gestione perché permette di modificare il resto della grafica senza creare troppi vincoli, inoltre si adatta meglio a diverse impostazioni e non stanca l’occhio dell’utente.

06 febbraio, 2006

Organizzare le informazioni

Quando si raccolgono i contenuti uno dei compiti più complicati è saperli organizzare con efficienza. Più volte ho scritto dell’importanza delle informazioni e della delicatezza dell’operazione di scelta dei contenuti ma è altrettanto vero che tutto il lavoro può essere facilmente vanificato se manca un’organizzazione funzionale dei dati.
Non bisogna mai dimenticare a chi saranno destinate le informazioni: gli utenti della rete hanno le caratteristiche più disparate (in termini di età, sesso, preferenze, cultura ..) e quando cercano informazioni desiderano farlo il più VELOCEMENTE e FACILMENTE possibile.
Ed è proprio questo il “tasto dolente”.
Velocità e Facilità sono due caratteristiche che non si sposano con il caos e la disorganizzazione ed è proprio per questo che, dopo ma anche durante, l’attività di ricerca, elaborazione e selezione di contenuti è fondamentale impostare una pratica suddivisione dei contenuti.
L’obbiettivo principale deve essere quello di rendere accessibili ogni forma di informazioni che si inseriranno nelle pagine web, l’utente che visiterà il sito deve avere tutti gli strumenti per reperire i dati che cerca, ma soprattutto deve poterlo fare senza troppi sforzi.
Una ricerca sulle abitudini dei navigatori ha stabilito che se la ricerca di un’informazione richiede più di TRE CLICK la maggior parte degli utenti rinuncia a completare tale ricerca per orientarsi verso un altro sito. Ed in effetti, se ci pensate è probabilmente un’abitudine che abbiamo più o meno tutti: entrare e uscire da un sito è estremamente facile , quindi, per rimanerci si devono avere validi motivi e uno di questi è senza dubbio la possibilità di rintracciare i contenuti desiderati con la velocità e facilità di cui parlavo sopra.
Se si state lavorando al sito da soli può essere utile organizzare le informazioni durante l’attività di strutturazione in modo da definire contemporaneamente una struttura di reperimento dei dati e un layout di visualizzazione che si adatti ad essa.
Se avete commissionato il sito a un professionista diventa fondamentale fornire tale organizzazione il più presto possibile per evitare che la struttura delle pagine non sia perfettamente calzante con quello che sarà “la guida” all’utente che navigherà dentro i vostri dati (purtroppo capita neanche tanto di rado che il webmaster definisca la pagina web standard mentre il cliente ha in mente un’organizzazione delle informazioni che richiederebbe più link o colonne o box ..).
Se stai lavorando su un sito commissionato da un cliente non sottovalutare l’aspetto organizzativo e , se necessario, sollecita tale suddivisione per evitarti inutili perdite di tempo nel momento in cui, inserendo le informazioni, ti renderai conto che mancano spazi .
Uno dei metodi migliori, secondo me, per organizzare i dati è suddividerli in una griglia o comunque in uno schema sintetico che ti permetta di avere sott’occhio tutto quello che stai elaborando. In questo modo potrai renderti conto meglio di cosa stai inserendo e con quale filo logico, potresti addirittura scoprire di aver trascurato degli aspetti che invece volevi o potevi perfezionare…
Nei siti commerciali, tra l’altro, il reperimento delle informazioni può determinare la positiva conclusione di un acquisto oppure può decretarne il definitivo declino: se il potenziale cliente non si convince a volere proprio quel servizio o bene perché non trova tutti i dati che cerca è molto probabile che non tornerà più sul sito (convinto comunque di non trovare tutto quello che cerca).
Nell’organizzazione dei contenuti è fondamentale ragionare per MACRO-ARGOMENTI ovvero individuare le categorie principali in cui si possono suddividere le informazioni, all’interno di ogni macro-argomento sarà poi possibile definire sottocategorie per rendere ancora più personalizzabile la ricerca. Tale organizzazione troverà poi il giusto riscontro nella struttura delle pagine del sito in modo da rendere la ricerca il più semplice e rapida possibile.
Un tipico e breve esempio di organizzazione (per un sito personale ) può essere questo:
HOME
│ - chi sono
│- contattami
│- il mio progetto:
│ * nascita
│ * crescita
│ * recenti ricerche
│- forum
│- links di approfondimento

03 febbraio, 2006

Analizzare i concorrenti per perfezionare l'idea

Quando si pensa a un sito che si vuole creare è molto comune avere delle idee di base; magari influenzate da quello che si è visto in rete o da qualcosa che è stato suggerito da amici, oppure ci si lascia consigliare dal webmaster di turno.
Ad di là dell’osservazione che ho già fatto in questo sito sull’importanza di non dare “carta bianca” o quasi a chi elaborerà il vostro sito bensì fornire già delle idee (anche se vaghe non importa) o delle linee guida che volete vengano rispettate; c’è un'altra importante constatazione che non dovrebbe essere tralasciata prima di stendere l’impostazione della prima bozza delle pagine web: la concorrenza.
Per concorrenza in questo articolo intendo l’eccezione più ampia del termine ovvero qualsiasi sito che tratta un argomentazione similare a quella di cui ci si vuole occupare.
Nel caso dei siti commerciali chi sono i concorrenti è ovvio, tutte quelle imprese che operano nello stessa fetta di mercato e che attraverso internet promuovono a qualsiasi livello la propria attività.
Se invece si ha in mente un sito di contenuto o a carattere personale ma con una tematica di fondo da trattare (ad esempio il sito www.paolarossi.it dove però la proprietaria vuole condividere la propria passione per le immersioni)allora conviene valutare bene, prima di scegliere l’impostazione del sito, quali sono state le scelte degli altri utenti che hanno siti similari per contenuti e trattazioni.
Può sembrare un’inutile perdita di tempo specialmente se si hanno già delle idee precise su come impostare il lavoro, in realtà spesso non si ha idea di quello che hanno già fatto altri e una volta visto si possono modificare alcune idee per migliorarne l’impatto… analizzare altri siti simili può aiutare non solo dal punto di vista della valutazione delle informazioni ma anche per capire quali sono i punti forti e quelli deboli. Saper capire dove un concorrenza ha fatto scelte vincenti (dal punto di vista grafico, nelle idee proposte, nella scelta dell’organizzazione delle pagine..) può aiutare a valutare meglio le idee che si vogliono realizzare per capire se ci sono situazioni da modificare per evitare ripetizioni oppure per avvicinarle a quelle che si riconoscono come “vincenti”.
Viceversa, individuare le scelte più deficitarie può evitare di commettere gli stessi errori capendo dove il concorrente a ecceduto…
Insomma, da qualsiasi punto di vista, visionare i siti concorrenti porta indubbi vantaggi per cui, se avete affidato il lavoro a un webmaster chiedetegli di farvi questa analisi (stabilite dei criteri purchè vi presenti dei risultati concreti e non qualche frase spiaccicata…) altrimenti occupatevene direttamente voi. Un buon metodo è fare delle ricerche per parole chiave, i motori o le directory sono delle ottime vetrine che vi permetteranno di raggiungere un elevato numero di concorrenti senza troppi sforzi, l’importante è che non vi fermiate a visionare solo le prime pagine: tenete conto che a voi interessano le scelte fatte dai concorrenti, e quindi non solo quelli che si sono posizionati bene, per cui vi conviene spingervi anche oltre la decima pagina di ricerca!
Una volta che avete visionato un buon numero di concorrenti tenete sempre a mente che il vostro sito non dovrà mai essere un “minestrone”, lo scopo dell’analisi è capire come si sono organizzati gli altri e non copiare…certo, a volte è inevitabile (specialmente se si trattano gli stessi contenuti) trovare elementi in comune, l’importante è coglierne i punti deboli e quelli di forza ma non lasciarsi tentare da alcune soluzioni per riproporle nel proprio sito sottoforma di “brutta copia” ! A volte è sufficiente trovare un idea che non si aveva avuto per poi svilupparla individualmente …e voila! Ecco che l’intera strutturazione del sito si baserà su delle fondamenta vincenti!

01 febbraio, 2006

Quando i contenuti non collaborano...


Non so se vi è capitato direttamente, però quando si lavora alla creazione di un sito e si entra nella fase “viva”dove ci si occupa della struttura delle pagine è molto facile perdere di vista il contenuto.
Perché perdere di vista? direte voi, semplice: perché pur essendo due elementi distinti che hanno due preparazioni diverse, nella definizione finale della pagina diventano l’uno parte integrante dell’altro.
Il vero problema, in molti casi è concentrarsi sulla struttura della pagina e quindi sulla scelta dell’ossatura (colonne, barre, menù e posizione del corpo centrale); dell’impatto visivo (colori, eventuali sfondi, animazioni, loghi ect..); e dei collegamenti di base tra le pagine principali…ma poi quando si inseriscono i contenuti ….SORPRESA! Non c’entrano assolutamente niente con il resto o viceversa!
Se i contenuti sono prevalentemente dei testi il problema di fatto non si pone ma, nella maggior parte dei casi, si finisce per scoprire che lì ci starebbe bene quell’immagine, là invece ci vedrei quella gif animata che spezza la monotonia ect…
Insomma, quando si lavora sulla struttura non bisognerebbe mai dimenticare che sarà poi “popolata” da dei contenuti specifici che spesso ne vincolano in parte l’aspetto grafico.
Naturalmente tutto dipende da come si procede nella lavorazione del sito.
Se ci si rivolge a dei professionisti (web agency o webmaster che sia non importa) la situazione, come si dice, “dovrebbe essere sotto controllo”, ma si rischia spesso di ricevere delle sorprese poco piacevoli se non ci si accorda bene . Molti professionisti definiscono nel contratto di creazione del sito un dettaglio di ciò che si impegnano a fornire al cliente compreso il numero delle pagine web, gli elementi principali nonché i tempi di consegna e spesso questo crea nel cliente quello stato di sicurezza che gli fa dimenticare un fattore che gli esperti non possono inserire da soli ovvero i contenuti. In quest’ottica è molto importante fornire tutto il materiale che si vuole pubblicare al più presto in modo da permettere al webmaster di lavorare sull’impaginazione potendone provare l’effetto con i contenuti in modo da non farli “cozzare” tra loro.
Se, invece, ci si stà creando un proprio sito da soli la situazione deve essere tenuta sotto controllo a monte, lavorare sulla grafica e fare le prove per scegliere la migliore impostazione è fondamentale ma lo si dovrebbe sempre fare avendo a disposizione i contenuti più vincolanti che si vorranno poi inserire. Se, ad esempio, si vuole mettere nella homepage una foto particolare (magari nella parte centrale e di dimensioni ben visibili) l’impostazione della grafica deve necessariamente tenere conto dell’impatto che questo inserimento avrà sull’intera pagina specialmente per quanto riguarda i colori…immaginate un sito sulle tonalità del grigio/blu/verde scuro con nel centro della homepage la foto di un tramonto sui colori del rosso acceso e dell’arancione….mi vengono i brividi!
Ecco perché, nel percorso di questo sito ho inserito prima i contenuti e poi la struttura, perché una volta scelte le informazioni principali si avvantaggia anche la fase di strutturazione oltre al fatto che la scelta dei contenuti può rivelarsi lunga e a volte monotona e quindi è molto facile rimandarla …
Dal punto di vista pratico, gli elementi più impegnativi sono le immagini specialmente se propendono su colori particolari mentre le foto generiche dove le cromature sono molte possono facilmente adattarsi a quasi tutte le impaginazioni senza grossi problemi..
Guadiamo ad esempio l'immagine in cima a questo post:
pur essendo un paesaggio generico c’è una forte componente di blu, marrone e rosso…ci vedreste sopra una barra azzurro pastello? Oppure un footer verde intenso? Decisamente no…ed è proprio quello che intendo: questa foto è l’esempio tipico di immagine abbastanza vincolante.
Segnalo che ci sono colori che si adattano meglio agli abbinamenti come il nero (che però se usato per lo sfondo o parte di esso rendono la pagina molto pesante), il bianco (il rischio è di appiattire il risultato ma si sposa benissimo con ogni soluzione) e il grigio nelle sue varie tonalità.