30 gennaio, 2006

Interattività: I BLOG

Ormai sono pochi i navigatori della rete che non sanno cos’è un Blog o non ne hanno mai visitato uno in quanto , in pochi mesi, quello che doveva essere un “surrogato” dei siti tradizionali è diventato un vero fenomeno di comunicazione.
Il Blog nasce come “diario on line” ovvero uno spazio dove inserire commenti, annotazioni, pensieri e più in generale tutto quello che passa nella testa del proprietario senza necessariamente un ordine logico ne collegamenti tra gli argomenti trattati (come invece dovrebbe avvenire in un normale sito dove i contenuti sono divisi in sezioni per facilitare il ritrovamento delle informazioni da parte dei visitatori).
Di fatto, la struttura e le caratteristiche del Blog ne hanno facilitato la diffusione nella comunità di internet diventando uno strumento di interattività molto efficace e diretto, capace di generare curiosità e attenzione. Vediamo quindi, quali sono queste caratteristiche:
- STRUTTURA TECNICA SEMPLICE:
aprire un Blog non comporta lo stesso lavoro richiesto per un sito in quanto la sua conformazione tecnica è predefinita, si lascia quindi meno spazio alla creatività ma si permette a chiunque (anche senza nozioni informatiche sui linguaggi di programmazione)di possederne uno senza troppe complicazioni. In pratica il Blog è strutturato attraverso files generati con l’uso di un linguaggio dinamico (php o asp sono i più usati )il quale permette una gestione molto rapida dei commenti inseriti: il tutto si risolve con la generazione di una pagina principale che di fatto è la struttura portante del Blog, ogni volta che si inserisce un nuovo post (ovvero un commento) esso viene inserito nella parte alta della pagina mentre tutti gli altri post scaleranno verso il basso finchè, superato il numero massimo di commenti visualizzabili nella pagina principale, gli inserimenti più vecchi vengono automaticamente spostati nella cartella che li archivia per mese di pubblicazione dove saranno comunque sempre reperibili . In questo modo si evitano tutte le procedure (necessarie invece per un sito tradizionale) legate alla creazione di nuove pagine web, dei rispettivi collegamenti, l’aggiunta di sezioni, l’archiviazione dei dati ectt…tutto avviene in modo automatico , non si deve fare altro che inserire il commento. Allo stesso modo per un visitatore il Blog si dimostra molto facile e intuitivo nell’uso perché ogni post è accompagnato dalla data-ora-nome di chi l’ha pubblicato permettendo anche la possibilità di aggiungere commenti personali da parte del visitatore, il tutto con pochi click e soprattutto seguendo meccanismi molto chiari.
- PIENA LIBERTà DI PUBBLICAZIONE:
chiunque possiede un sito specialmente quelli di natura personale o di contenuto, sa che, nonostante la libertà di fondo nel gestire i contenuti resta sempre il dovere (se si desiderano visite) di mantenere una certa logica nelle informazioni pubblicate . Viceversa il Blog, per sua stessa definizione, è lo spazio delle idee libere dove si possono inserire tutti i tipi di commenti anche senza una logica ben precisa, possono essere semplici idee, pochi pensieri al giorno, racconti di esperienze, esposizione di idee e opinioni…tutto è ammesso (naturalmente ognuno si assume la responsabilità di quello che diffonde!)…tale caratteristica aumenta notevolmente il numero dei potenziali proprietari di un Blog perché basta avere qualcosa da dire e che si vuole condividere con gli altri per aprirne uno.
- POSSIBILITà DI AVVALERSI DI PIATTAFORME STANDARD:
Collegata alla struttura tecnica del Blog c’è anche la possibilità di scegliere servizi standard che permettono all’utente di generarne uno senza troppe complicazioni burocratiche (non c’è bisogno di avere uno spazio web a pagamento) ne pratiche (la struttura delle pagine nonché il linguaggio di programmazione è già preimpostato dal gestore del servizio): all’utente non resta che definirne le caratteristiche personali (nome, personalizzare l’impaginazione di base, scegliere il tipo di carattere, la modalità di pubblicazione dei post ect..) e lasciare che in automatico si generi il Blog. Niente di più facile e accessibile per chiunque!

Per chi fosse interessato consiglio di visitare la piattaforma di Blogger (della famiglia di Google) che fornisce questo servizio gratuitamente(dove ci troviamo adesso tra l'altro!).

L’apertura di un Blog , inoltre, può favorire l’incremento delle visite verso un sito se da esso viene linkato e ne contiene i riferimenti: in questo modo pur essendo due spazi separati da un punto di vista tecnico , l’utente li percepisce come un tutt’uno con il sito web principale.
Ovviamente, come ogni strumento web, per portare reale vantaggi in termini di interattività e nuove visite verso il sito principale , il Blog deve essere gestito con CONTINUITà e IMPEGNO: aprire un Blog per inserirvi qualche commento ogni tanto avrà un impatto decisamente negativo sui visitatori che avranno l’impressione di essere approdati in qualcosa di abbandonato e quindi probabilmente non vi parteciperanno (inserendo commenti) ne vi torneranno in futuro.
Ultima annotazione legata ai motori di ricerca e directory: da recenti analisi di webmarketing è emerso che i Blog sono particolarmente “amati”da questi strumenti di pubblicità perché si tratta di siti “leggeri” con una struttura semplice e che non nasconde sorprese come reindirizzamenti a pagine diverse o altri trucchi per boicottare le regole di indicizzazione, inoltre la naturale vivacità che li caratterizza ne aumenta ancora di più la popolarità e quindi ne favorisce un buon posizionamento…. A buon intenditor poche parole!

29 gennaio, 2006

Interattività: I SONDAGGI

I sondaggi sono uno strumento molto conosciuto alle masse e quindi spesso associati a un’azione di disturbo o comunque a qualcosa di irritante …
avete presente quando siete dentro la doccia, suona il telefono, vi scapicollate perché magari aspettate una telefonata importante e invece parte la vocina monocolore della classica operatrice che in 35 secondi vi ha detto per quale ditta lavora – e voi non lo avete capito- che cosa fa l’azienda –qualche frase l’avete captata ma non complessivamente- e soprattutto parte con alcune innocue domande per il loro sondaggio? E voi ve ne state con la cornetta in mano, i capelli gocciolanti , l’asciugamano che scivola ovunque e in testa una domanda ben chiara: cosa me ne frega poi di stò sondaggio?? …

In realtà on line i sondaggi sono realizzati attraverso modalità molto meno invasive e sono senza dubbio molto veloci nella compilazione.
A livello pratico si tratta di aggiungere dei piccoli riquadri nelle pagine del sito (preferibilmente nella home page per aumentarne la visibilità oppure nelle sezioni più cliccate ma in posizioni strategiche come sotto il logo o vicino alle news in modo che l’occhio dell’utente vi cada senza fatica), dentro questi riquadri si inerisce una domanda a risposta multipla (in ogni caso non più di tre per sondaggio per evitare che l’utente si stanchi di rispondere) e il gioco è fatto: l’utente non dovrà fare altro che scegliere la risposta che preferisce (ovvero spuntare la risposta scelta) e premere “invio” e il sondaggio è già bello che compilato.
Tale formulazione ne mette in evidenza i punti di forza:
- VELOCITà nella compilazione: in tutto si fanno 2 / 4 click e nient’altro
- ANONIMATO in quanto non si richiedono dati particolari come nome o indirizzo mail ma , dato che lo scopo è quello di ottenere informazioni utili sull’utenza media che visita il sito, l’importante per chi organizza il sondaggio è ottenere risposte; viceversa l’utente si accorge di non doversi impegnare troppo non solo in termini di tempo ma anche dal punto di vista dell’identità che non guasta mai (spesso l’utente della rete si infastidisce se è costretto a lunghe iscrizioni o a fornire dati personali)
- SEMPLICITà perché non c’è niente da capire ma si tratta di rispondere a una domanda (che dovrà essere formulata nel modo di chiaro e divertente possibile per attirare l’utente) e quindi l’utente può facilmente decidere di rispondere
Come accennavo sopra l’OBBIETTIVO dei sondaggi è quello di fornire informazioni sull’utenza che visita un sito, tali informazioni potranno differire a seconda della natura del sito e delle sue finalità.
Nei siti commerciali i sondaggi possono essere usati per capire come migliorare i servizi o i prodotti forniti, inoltre aumentano in genere la sensazione del cliente di essere ascoltato e quindi lo stimolano a mantenere un buon rapporto.
Nei siti di contenuto attraverso i sondaggi si possono scoprire gli argomenti preferiti dei visitatori, quelli che si vorrebbero vedere trattati meglio oppure aspetti del sito che non sono piaciuti , insomma tutte quelle informazioni che possono favorire il miglioramento stesso del sito.
Riassumendo, nonostante la sua “fama”poco esaltante il sondaggio on line è un ottimo strumento, semplice e veloce, per entrare in contatto con gli utenti rendendoli partecipi delle evoluzioni del sito nonché per venire a conoscenza di informazioni importanti come il target medio di riferimento (età, professione, studi, preferenza degli utenti votanti) o i servizi/prodotti preferiti/non apprezzati.

28 gennaio, 2006

Interattività: LA CHAT

Vi è mai capitato di aver bisogno di una risposta immediata in internet e di aspettare giorni prima di riceverla? A me si e francamente è davvero irritante oltre che in alcuni casi demotivante!
La chat risolve questo problema con estrema semplicità: si tratta di una sorta di stanza virtuale dove chi vi accede ha la possibilità di scrivere e in tempo reale gli altri presenti in quel momento possono leggere e rispondere. Sostanzialmente è una piattaforma di interazione diretta che si avvale della tecnologia internet per far si che , più persone collegate in quello stesso momento, possano dialogare usando la tastiera anziché la voce.
In realtà questa è la definizione standard di una chat perché ormai questo strumento si è talmente evoluto da essere diventato sempre più potente , complesso e con sempre maggiori soluzioni e possibilità di interazione (tra le quali anche la possibilità di sentirsi e parlarsi come al telefono oppure di vedersi attraverso le web cam…).
In ogni caso, in questo articolo analizzeremo gli aspetti principali di una chat standard, per dare una visione d’insieme sull’uso e le caratteristiche dello strumento interattivo.
Innanzi tutto vediamo quali sono gli elementi che la compongono; normalmente si individua:
- un’area (di solito su una barra laterale per non occupare troppo spazio) con l’elenco delle persone on line in quel momento e il nome delle stanza disponibili, attraverso il semplice click sul nickname scelto è possibile inviare un messaggio diretto alla persona corrispondente oppure cliccando sul nome di una stanza si viene automaticamente indirizzati su di essa;
- una casella di testo ovvero uno spazio dove scrivere i propri messaggi che verranno poi visualizzati nel corpo centrale della chat una volta inviati, di solito è inserita nella parte bassa dello schermo (ma può trovarsi anche in alto) e normalmente viene arricchita con elementi grafici come le c.d.”faccine”che esprimono stati d’animo velocemente perché non richiedono parole o altri simboli che possono essere aggiunti durante la “conversazione” per risparmiare tempo
- un corpo centrale dove si visualizzano i commenti, che di solito occupa la maggior parte dello schermo (o almeno la sua parte centrale) per facilitare la lettura e permettere la visualizzazione contemporanea di più messaggi, attraverso quest’area tutti gli utenti presenti possono leggere tranquillamente gli interventi fino a quel momento e vedere i propri inseriti al momento dell’invio
I punti di forza della chat sono la FACILITà nell’accesso e nell’uso , la RAPIDITà nello scambio di informazioni e la possibilità di mantenere l’ANONIMATO.
La facilità nasce dal fatto che di solito le chat prevedono al massimo la scelta di un nickname con il quale comparire ma non sono previste iscrizioni lunghe e gravose, anzi è sconsigliabile imporre iscrizioni di questo tipo perché allungano i tempi di accesso e allontanano gli utenti; una volta entrati nella chat scelta non si deve fare altro che scrivere e chi legge e vuole potrà rispondere in tempo reale: cosa c’è di più semplice e veloce on line?
Dal momento che chiunque si trova nella stessa chat ha la possibilità di vedere gli interventi già inseriti e rispondere a proprio piacimento è evidente che si genera una forma di interazione estremamente veloce che abbatte ogni tipo di tempo di attesa tipico di altri strumenti on line (mail, form, forum..) . Per questo motivo le chat sono risultate molto UTILI dal punto di vista del MARKETING di un’impresa con un proprio sito in quanto è possibile usarle non solo per conoscere nuova gente o instaurare rapporti interpersonali (che è l’uso più comune ) bensì anche per fornire assistenza ai propri clienti . Quest’ultima modalità di utilizzo può diventare il punto di forza per un sito commerciale in quanto infonde molta fiducia nel potenziale cliente che sa di potersi rivolgere in tempo reale con esperti dell’impresa per ottenere chiarimenti, resta inteso che la gestione di una chat di questo tipo implica la scelta di personale qualificato che mantenga l’impegno e la presenza on line ( è anche possibile garantire questo servizio di assistenza in determinate fasce orarie per raggruppare tutte le richieste dei clienti e snellire l’attività dell’addetto!).
L’aspetto legato all’anonimato, invece, è stato uno dei motivi principali per il quale all’origine le chat si diffusero molto: chiunque, di qualunque localizzazione, età, sesso, aspetto può presentarsi nella stanza virtuale col nickname che vuole e allacciare una conversazione con altre persone presenti delle quali non sa assolutamente niente . Tale meccanismo rende ancora più “interessante” questo servizio specialmente nei siti di contenuto dove con ci sono vincoli economici ma si può desiderare di allacciare interazioni umane senza “scoprirsi troppo” ovvero senza necessariamente mostrare chi si è in realtà. Sull’argomento si potrebbero scrivere centinaia di pagine in quanto negli ultimi anni i casi di interazioni tra sconosciuti nelle chat sono diventati film, libri o comunque sono oggetto di studio per psicologi e psicoterapeuti, resta il fatto che la possibilità di mantenere l’anonima attira un elevato numero di utenti.
L’importanza della chat non è solo quella di favorire il contatto in tempo reale tra gli iscritti ma è anche quello di aumentare il numero delle visite verso il sito del quale fa parte la chat stessa: normalmente per accedervi si deve comunque passare per la home page o si deve seguire un percorso preciso che impone la visualizzazione di terminate pagine (nella speranza che l’utente sia portato a cliccare anche sulle altre pagine interessandosi ai beni/servizi proposti)….insomma, può diventare uno strumento che, se gestito bene, aumenta le visite del proprio sito!

27 gennaio, 2006

interattività: I FORUM

L’obbiettivo dell’interattività è quello di creare un contatto il più possibile diretto con l’utente dandogli la possibilità di dialogare con il proprietario del sito e possibilmente anche con gli altri visitatori.
Il Forum è senza dubbio uno strumento particolarmente idoneo a realizzare quest’obbiettivo.
In sintesi si tratta di una piattaforma all’interno di uno sito dove è possibile per qualsiasi utente (registrato al servizio oppure senza pre-registrazione, si può scegliere) secondo le modalità/regole scelte, inserire commenti e rispondere ai commenti di altri attraverso il web dove saranno visibili in tempo reale; il tutto con meccanismi estremamente veloci e immediati.
Di fatto chiunque vi può accedere ha la possibilità di “dire la sua” in estrema libertà (salvo i casi in cui si vietano determinati argomenti – ad es.la pornografia- o specifici linguaggi ritenuti offensivi) ricevendo e potendone leggere i commenti di altri.
L’estrema facilità nell’uso implica che, chiunque decida di inserirli nel proprio sito, segua alcune regole di base per renderlo veramente utile sia per promuovere il sito stesso, sia per fornire un servizio utile ai proprio visitatori.
Innanzi tutto ci si deve mettere in testa che il forum richiede tempo e pazienza, non è una gif animata che, una volta inserita nella pagina, rimarrà lì sempre e svolgerà la sua funzione da sola…il forum deve essere alimentato di interventi, deve essere curato periodicamente per mantenerne vivo l’interesse da parte dei visitatori…insomma deve essere monitorato costantemente!
Strettamente collegato a questo aspetto ce n’è un altro di vitale importanza: saperlo organizzare con intelligenza. Un buon forum non deve prevedere massima libertà su qualsiasi argomento passa per la testa del visitatore, bensì deve essere suddiviso in grandi macro-argomenti strettamente collegati al tema del sito di cui fa parte. Nei siti di contenuto è bene suddividere gli argomenti trattati in microcategorie per dare più spazio a commenti mirati e specifici (ad esempio: un sito che tratta di motociclette potrebbe dividere il forum in sezioni, ognuna dedicata alle discussioni sulle varie cilindrate disponibili, oppure sulle principali marche ect..) mentre nei siti commerciali è vitale inserire come argomento “principe” l’assistenza clienti o comunque un supporto tecnico ai prodotti/beni forniti dove si garantiscono risposte da parte di personale interno all’azienda entro poche ore accanto ad argomenti meno impegnativi sempre legati, però ,all’attività dell’impresa (ad esempio: il sito della azienda Fiori and C. che fornisce fiori anche con consegne a domicilio potrebbe avere più sezioni del forum dedicate a tematiche più di intrattenimento come “il significato dei fiori”, “i fiori adatti per una ricorrenza”, “le varietà di fiori nel mondo” dove l’utente iscritto avrà modo di ottenere informazioni di carattere generale ma anche una sezione dedicata al “helpdesk” ovvero al supporto on line sui servizi dell’impresa in modo da poter richiedere informazioni o chiarimenti senza spostarsi dalla rete ma con la garanzia di riceverne risposta in tempi relativamente brevi!)
Inoltre, sempre nell’ottica di una buona organizzazione del forum, è bene definire un responsabile per ogni argomento scelto; l’ideale sarebbe designare persone diverse (magari competenti nella tematica in discussione) anche se ,almeno i primi tempi, è normale che se ne occupi direttamente il webmaster o comunque il proprietario del sito (nei siti commerciali il supporto tecnico non può essere affidato a qualcuno esterno all’impresa ma deve necessariamente essere garantito da una gestione qualificata!)
Dal punto di vista della regolamentazione per la fruizione del servizio, è sempre bene scegliere la modalità con iscrizione in modo da generare una comunità di iscritti dei quali è possibile conoscere dati più personali che il semplice nickname e password come un indirizzo mail, l’eventuale sito web di proprietà ect.. . In questo modo sarà possibile inviare periodicamente comunicazioni sugli aggiornamenti del forum e le novità come gli ultimi argomenti trattati o la discussione con più interventi (sempre nell’ottica di mantenere vivo l’interesse dell’utente verso il sito principale di cui fa parte il forum); inoltre è altrettanto consigliabile attraverso l’iscrizione permettere agli utenti di ricevere notifica via mail delle eventuali risposte a un commento inserito in modo da rimanere aggiornati sulle evoluzioni del forum e continuare a parteciparvi attivamente. Sempre in tema di regole non si dovrebbero trascurare le limitazioni intese come quelle semplici norme di comportamento che evitano sgradevoli interventi per tema o linguaggio: il buon webmaster che segue un forum dovrebbe sempre vigilare sui contenuti inseriti o delegare i vari responsabili di discussione; in ogni caso è sempre buona regola informare gli utenti sulle limitazioni a cui saranno soggetti e che porteranno, in caso di violazioni, all’eliminazione immediata del messaggio in modo evitare polemiche inutili o cattiva pubblcità.
Ultimo aspetto da non trascurare quando si gestisce è un forum è la pubblicità intesa sia sul forum che sul sito principale. Sul forum si dovrebbero inserire links di accesso facilitato verso il sito principale in modo da indirizzare gli utenti collegati verso altre pagine del sito stesso; viceversa sulla homepage e nelle pagine principali del sito si dovrebbero inserire frequenti richiami al forum in modo che l’occhio del visitatore li noti spesso e sia invogliato a visitarlo (e magari a iscriversi!). Poi, una volta che si è creato un sito di una certa portata (con un buon numero di iscritti, con interventi giornalieri) è consigliabile promuoverlo anche al di fuori del sito stesso attraverso l’inserimento sui motori di ricerca o gli altri canali di diffusione in modo da attirare visitatori in primis verso le discussioni ma contemporaneamente anche verso il sito principale (del quale sono stati inseriti i link e richiami vari dentro il forum!)

25 gennaio, 2006

Interattività: NEWSLETTER

Il newsletter è letteralmente un giornale virtuale inviato a chiunque si sia iscritto al servizio, l’invio avviene nella casella mail indica proprio all’atto della sottoscrizione.
Si tratta quindi di un servizio che viene liberamente scelto dall’utente e per questo comporta alcuni importanti vantaggi: la volontarietà nel riceverlo presuppoe che il destinatario sia ben predisposto verso i suoi contenuti e questo, in termini di redditività, dà al gestore un vantaggio in più perché si presume che chi lo riceverà sarà maggior mente interessato almeno a scorrerlo e forse a cliccare su qualche link.
Attraverso il newsletter si può, quindi, mantenere vivo l’interesse dell’utente sul sito che lo ha generato attraverso alcuni accorgimenti utili:
- prima di tutto l’impostazione grafica non deve essere troppo “pesante”in termine di scaricamento, la mail deve poter arrivare facilmente e altrettanto facilmente deve poter essere visualizzata e consultata; scordatevi quindi animazioni flash o altri elementi a forte impatto grafico che tra l’altro posso distogliere l’attenzione dal vero oggetto primario : i contenuti
- la struttura deve essere semplice, direi quasi schematica, in modo da non far perdere tempo ai riceventi; non dimentichiamoci che chi si è iscritto ha scelto di riceverlo ma non è detto che ogni volta che lo riceve sia altrettanto ricettivo o abbia tempo e voglia di scorrerlo attentamente, per questo è fondamentale organizzarne i contenuti con attenzione
- la mail generata con il newsletter non dovrebbe essere troppo corta per non dare l’impressione di un’eccessiva semplicità (che tradotto in termini di impatto sull’utente diventa sinonimo di “pochezza di contenuti”) ma allo stesso tempo si è riscontrato una sensibile perdita di interesse verso newsletter troppo lunghi o pieni di links e contenuti: come sempre le “mezze misure “sono la soluzione migliore!
- Anziché inserire per intero un articolo o un aggiornamento del sito è sempre buona regola o inserire i titoli principali con l’aggiunta del link corrispondente che rimanda alla pagina web oppure visualizzare solo una porzione di contenuto per rimandare il lettore alla visione completa cliccando su un apposito collegamento: in questo modo (con entrambe le soluzioni) se l’utente è interessato semplicemente cliccando verrà rimandato sul sito e da lì è possibile che navighi oltre la semplice prima pagina visualizzata (che è poi uno degli obbiettivi principali del newsletter ovvero veicolare l’utente iscritto verso il sito !)
Naturalmente è molto importante curare i contenuti da inserire nel newsletter e che dipendono dalla natura del sito e dalla periodicità suoi aggiornamenti :
nei siti di contenuto o a tema può diventare un importante strumento dove inserire le news , gli articoli più recenti, le nuove sezioni o gli approfondimenti più cliccati…in pratica tutto ciò che può attirare chi ha già visitato il sito in precedenza
nei siti commerciali i contenuti più adatti per un newsletter sono legati alle novità sui prodotti/servizi proposti o agli aggiornamenti di prezzi, maggiori informazioni su prodotto/servizio, offerte promozionali o sconti temporanei, indagini o concorsi a premi ovvero tutto quello che può attirare il potenziale cliente senza annoiarlo troppo o diventare ripetitivo.
Infine è opportuno accennare alla possibilità di ricavare entrate attraverso il newsletter del sito: quando si supera un certo numero di iscritti (il che equivale a dire che anche il sito inizia ad avere un elevato numero di visite giornaliere) è possibile , anzi consigliabile, utilizzare alcuni spazi del newsletter per inserirvi pubblicità a pagamento. Indicativamente al di sotto dei 500 iscritti è impossibile ottenere accordi commerciali mentre sopra i 1500 si possono “strappare “ accordi decisamente interessanti in quanto per uno sponsor trovare uno spazio su una mail inviata a molti utenti comporta una visibilità maggiore di altre tecniche di marketing proprio perché, come dicevo sopra, al servizio di newsletter ci si è iscritti volontariamente e quindi è più facile che lo si leggerà per intero!
Riassumendo, ecco alcune soluzioni DA EVITARE per un newsletter efficace:
1- inserirvi molti argomenti diversi e ripetitivi (meglio veicolare l’attenzione sugli argomenti più cliccati o sulle novità che attirano sempre l’attenzione:
2- evitare un impatto grafico troppo forte con l’uso di colori accesi o animazioni che rendono lo scaricamento lento e allontanano l’attenzione dai contenuti ;
3- inviarlo lo stesso anche se si hanno pochi argomenti da inserire (meglio saltare un invio ma evitare di generare l’impressione che non c’è niente di nuovo da visionare favorendo la noia!)
4- mettere interi articoli (meglio inserire il link che rimanda alla pagina web o al massimo esporre una parta del testo e rimandare al resto sul sito per aumentare le visite)

Interattività: EMAILS E FORM DI CONTATTO

Una delle primissime forme di interattività che si possono realizzare sono proprio le e-mails e i form di contatto.
Innanzi tutto si tratta si due meccanismi a costo zero che non richiedono particolare impegno se non la scelta del personale che riceverà i relativi contatti e risponderà di conseguenza.
Fornire una o più EMAIL all’interno delle pagine web per contattarne il proprietario è ormai lo standard per qualsiasi sito in quanto è un meccanismo veloce e “indolore” per creare un interazione alla portata di chiunque accede a internet.
Nel caso di siti di contenuto la email può essere usare per fare richieste al webmaster, per proporre nuovi contenuti, per richiedere inserimenti pubblicitari, per segnalazioni e richieste di ogni tipo; allo stesso modo nei siti personali attraverso la email si generano interazioni e nuovi contatti.
Nei siti di presentazionE la email può rappresentare un valido strumento per un primo contatto informativo in attesa di altre forme di interazione diretta, per questo dovrebbe sempre essere ben visibile (magari accanto al logo del sito o vicino al menù principale in modo che l’utente sia portato facilmente a notarla) e ripetuta in più punti della pagina (nel footer magari in corrispondenza della voce “contatti”, in alto a destra vicino alla data o all’ora…).
Nei siti commerciali l’uso dell’email è praticamente scontato in quanto l’obbiettivo dovrebbe essere quello di facilitare il più possibile i contatti con i clienti o i potenziali clienti, tra l’altro è spesso utile creare vari indirizzi in modo da veicolare l’utente in base all’oggetto della comunicazione(ad esempio: per informazioni generali sui prodotti contatta info@sitoweb.com, per contattare l’amministrazione usa: amministrazione@sitoweb.com , per problemi tecnici : ufficiotecnico@sitoweb.com, ect..) . In questo modo si riducono anche i tempi di smistamento dei contatti ricevuti (e di conseguenza si abbattono i costi )e contemporaneamente si dovrebbero ridurre anche i tempi di risposta (se la mail dell’amministrazione viene assegnata a un impiegato di quell’ufficio e –grazie a questo meccanismo di email multiple- si ricevono solo richieste di natura amministrativa sarà più facile e veloce rispondere con competenza alle richieste ! ).
I FORM DI CONTATTO sono in pratica moduli che l’utente può compilare inserendo le proprie domande/richieste le quali, attraverso l’invio finale del form stesso, vengono ricevute dal proprietario del sito (o da un addetto nella corrispondente casella mail).
Il vantaggio del form è che indirizza l’utente a compilare campi predefiniti (che spesso sono obbligatori) in modo da fornire il maggior numero di informazioni utili a chi, poi, dovrà rispondere e allo stesso tempo non si rende noto l’indirizzo mail del ricevente (per inviare il modulo basta premere il pulsante di invio che si trova in fondo e automaticamente il form viene recapitato ). Inoltre è possibile impostare il modulo in modo da permettere la scelta dell’argomento su cui si vuole fare la richiesta, attraverso questa soluzione è possibile ottenere lo stesso risultato delle emails multiple ovvero si smistano automaticamente le richieste sulla base dell’oggetto principale.
Nei siti commerciali i form sono un valido strumento di interazione che non comporta costi particolari ma permette all’utente di contattare facilmente l’azienda, naturalmente la loro efficacia dipende direttamente dalla rapidità e competenza con cui , poi, si risponde (la stessa considerazione vale ovviamente per le mails): se l’utente si accorge che le proprie richieste non vengono evase con una ragionevole celerità perderà fiducia nello strumento e tenterà altre forme di contatto più diretto come il telefono che ,però, per l’azienda comportano costi maggiori e un aumento nel tempo da dedicare alle richieste. Nelle imprese che svolgono la loro attività esclusivamente via internet i form sono spesso l’unica modalità di contatto e assistenza per i clienti (guardate ad esempio i siti di alcune hosting house che offrono prezzi competitivi) proprio per la loro natura a costo zero, semplicità di creazione e gestione nonché la possibilità di affidare le risposte anche a una persona sola (il che equivale a dire che non c’è bisogno di creare un servizio assistenza clienti di tipo tradizionale con numero verde a pagamento e più persone dedicate a rispondere!!! ). E’ consigliabile dedicare una pagina web a parte dove inserire il form e inserirlo o nel menù principale o in una posizione strategica in una barra orizzontale in modo che l’utente lo rintracci facilmente – non c’è niente di peggio per l’utente che dover perdere tempo a cercare come contattare il sito quando si hanno delle richieste specialmente se di natura commerciale : sortisce lo stesso effetto irritante che aspettare in fila a uno sportello per poi formulare la propria domande e vedere che l’operatore non sa rispondere: PESSIMO!! -

24 gennaio, 2006

Perchè l'interattività ? ovvero: cos'è e perchè conviene usarla..

Quando si guarda una pagina web si vedono immagini, moltitudini di colori, testi sparsi e a volte si possono trovare filmati o musica ma nel complesso si osserva lo schermo traendone un’impressione complessiva di staticità come quando leggiamo un libro.
In realtà internet è molto più di questo, è uno strumento capace di abbattere l’immobilità dello schermo e di creare quella che è stata definita “la comunicazione ON LINE” ovvero una sorta di intermediazione tra il contatto diretto e la comunicazione a distanza. Sostanzialmente attraverso internet non è possibile “toccarsi” o scambiarsi “a mano” oggetti ma tutto il resto, praticamente, si: dallo scambio di documenti in tempo reale, alle videochiamate con software specifici per arrivare a condividere risorse di ogni tipo (immagini come fotografie, documenti anche molto lunghi sottoforma di files, musica, filmati ect..).
Dal momento ,quindi, che lo strumento a disposizione è così potente, perché avere un sito privo di interattività?
Per interattività si intende qualsiasi meccanismo che genera un contatto più diretto con l’utente, che spersonalizza lo strumento e la freddezza dello schermo e della tstiera .
In quest’ottica è possibile individuare svariati servizi che possono arricchire un sito di interattività, dai più semplici a quelli che richiedono maggiori supporti informatici, ma per tutti l’obbiettivo finale è quello di creare una sorta di legame tra l’utente che naviga e chi a creato e gestisce i siti.
Innanzi tutto li elencherò e descriverò brevemente, con l’intento di approfondirne l’uso, in post successivi:
- EMAIL o FORM di contatto: senz’altro scontati ma non devono mai mancare per creare un primo contatto in modo semplice, veloce e poco impegnativo;
- NEWSLETTER ovvero una sorta di “giornale virtuale” che viene inviato a tutti gli indirizzo mail iscritti e il cui contenuto viene di volta in volta deciso e gestito dal proprietario del sito, permette di mantenere vivo il ricordo da parte dell’utente del sito stesso nel tempo;
- FORUM cioè una piattaforma dove inserire commenti che saranno visibili a chiunque lo visiti, può essere usato per richiedere informazioni specifiche o semplicemente come mezzo di scambio informativo; può richiedere un’iscrizione preventiva prima di inserire commenti oppure può permettere a chiunque di lasciare commenti. L’importante è che sia uno spazio a disposizione dell’utente dove entrare in contatto con il proprietario del sito e gli altri visitatori;
- CHAT, la cosiddetta “stanza virtuale” dove si comunica in tempo virtuale. Strumento nato per le comunicazioni personali attualmente molto usato anche per richiedere assistenza tecnica o informazioni su un sito o un prodotto. Ha la stessa funzione di una telefonata tradizionale col vantaggio di potervi accedere attraverso nikcname che mantengono l’anonimato;
- SONDAGGI, strumento di comunicazione “differita” da non sottovalutare perché favorisce nell’utente l’impressione di partecipare attivamente alla “vita” del sito;
- BACHECHE, anche definite “spazi freesono pagine messe a disposizione dell’utente per l’inserimento di messaggi liberi , è possibile stabilire regole di inserimento (ad esempio vietare messaggi pornografici o di contenuti non attinenti al sito..)ma l’importante è che l’utente possa accedervi facilmente e che possa utilizzarle senza troppe restrizioni. Spesso sono adibite all’inserimento di annunci e questo attira nuovi utenti aumentando gli accessi.
- BLOG, nato come diario on line, dove scrivere di tutto attraverso post che vengono pubblicati sul sito del Blog datandoli e permettendo a chiunque di commentarli liberamente. La differenza con un tradizionale sito è che la struttura principale è “a cascata” in quanto attraverso l’uso di un linguaggio dinamico (asp, php, ect..)ogni nuovo post verrà inserito nella parte alta della pagina scalando tutti gli altri, è possibile inserire una colonna laterale per pubblicità o collegamenti ma , normalmente, non prevede menù o sezioni .Attualmente il suo utilizzo si è decisamente evoluto diventando un vero fenomeno di informatizzazione e comunicazione facilitato dalla semplicità nell’uso da parte di chiunque e dalla possibilità di condividere rapidamente pensieri, opinioni tecniche o comunque ogni sorta di scritto.
- PERSONALIZZARE, consiste nell’uso di tecnologie specifiche che permettono di riconoscere l’utente all’accesso anche senza autenticazione con password, ma si intende anche la possibilità di effettuare offerte “mirate”e singole ai vari utenti iscritti o fornire informazioni legate agli argomenti più cliccati da quello stesso utente. Si tratta si tecniche utilizzate soprattutto dai portali o dai siti di Ecommerce più evoluti dove,avvalendosi di tecnologie specifiche, si cerca di stabilire un contatto personalizzato con ogni utente. E’una forma di interazione senz’altro impegnativa sia in termini di costi che di gestione ma che dà ottimi risultati nel lungo periodo.
Attraverso questa veloce carrellata spero sia emerso l’unico aspetto che volevo sottolineare con questo articolo : l’interattività arricchisce il sito avvicinandolo all’utente e coinvolgendolo nella vita stessa delle pagine web; non c’è bisogno di avvalersi di strutture complesse perché (come si può vedere dall’elenco di cui sopra) esistono molte soluzioni anche semplici e veloci ma che possono fare la differenza nell’approccio con l’utente e nella popolarità del sito!

23 gennaio, 2006

La colonna dove la metto?

Quando si stà ragionando sull’impaginazione della home page che, in quanto pagina di “accoglienza” del visitatore, è fondamentale nell’approccio con nuovo visitatore è fondamentale non trascurare l’organizzazione dei contenuti.
Per facilità organizzativa sempre più spesso le informazioni vengono divise in menù e ogni menù viene inserito in colonne orizzontali o verticali la cui grafica è in genere diversificata dal resto del sito per facilitarne l’individuazione, naturalmente non c’è niente di obbligatorio: ci sono siti dove le informazioni vengono organizzate senza colonne ne menù particolari ma basandosi sugli spazi creati dalla grafica e non per questo sono meno diffusi!.
In ogni caso è stato riscontrato che l’occhio del visitatore notando le colonne vi coglie gli argomenti trattati e sulla base dei titoli decide se cliccare oppure no con maggiore facilità rispetto ad altre strutturazioni meno immediate.
Per queste ragioni valutare QUANTE, COME e DOVE inserire le colonne diventa una scelta strutturale di peso nell’impatto col visitatore e nell’organizzazione dei contenuti.
QUANTE
Il numero di colonne dipende dalla quantità di informazioni da pubblicare, in alcuni casi è sufficiente impostare un unico menù su una colonna (e in questi casi è facile che la colonna sia orizzontale ) come nel caso del sito ufficiale del Bologna Fc(http://www.bolognafc.it/): tutte le informazioni che vogliono dare sulla squadra sono suddivise tra “news”, ”stagione”, ”squadra”, ”info”, ”multimedia”e ”sponsor”in una barra orizzontale sopra il corpo centrale della pagina. Oppure si sceglie di dividere gli argomenti dentro una colonna verticale a sinistra come nel caso del sito ufficiale del Milano Fc (http://www.acmilan.com/index.aspx).
In altri casi le informazioni vengono suddivide su più colonne in modo da dividerle per argomento e importanza: la home page di Ebay ad esempio ha organizzato i contenuti in quattro colonne principali: le prime due sono orizzontali e situate nella parte alta della pagina e sono:
- una per individuare i riferimenti fondamentali sul sito: home, paga, registrati, mappa del sito
- una con le aree ad uso più frequente per gli iscritti: compra, vendi, il mio ebay, community, aiuto
Mentre le altre due colonne sono verticali e più precisamente:
- una sulla sinistra con l’elenco delle categorie disponibili
- una sull’estrema destra usata per dare maggiore rilievo all’area del sito “guida di Ebay”
COME
La scelta tra verticali e orizzontali in molti casi dipende dalla grafica della pagina, in altri è una libera scelta dettata esclusivamente dalle preferenze del cliente. Ad esempio nel sito del Bologna Fc la barra orizzontale che spiegavo sopra poteva essere anche una colonna di sinistra però questo implicava una diversa impaginazione degli elementi sottostanti (l’articolo in primo piano e le news) che doveva essere spostato verso il centro della pagina (tra la nuova colonna con il menù e quella di destra dedicata alla pubblicità); viceversa nel sito del A.C. Milan spostare il menù principale in una barra verticale in alto (subito sotto al logo A.C.Milan) non comporterebbe nessuna modificazione strutturale sulla pagina ma solo una diversa scelta grafica!
DOVE
Anche in questo caso la scelta della migliore localizzazione per le colonne non dipende da regole specifiche ma dall’impaginazione grafica e dal gusto del webmaster, le aree più utilizzate sono l’estrema sinistra e la parte alta della pagina (dove è più facile trovare il menù principale) mentre la parte all’estrema destra viene sempre più spesso dedicata alla pubblicità. Ultimamente si sono sviluppate impostazioni dove alcune sezioni del sito come le “news” o gli “approfondimenti” vengono inseriti in riquadri situati nel corpo centrale della pagina verso il footer(ovvero verso il basso); in questo modo si dà maggior risalto a queste sezioni che vengono notate ogni volta che si scorre la pagina stessa .

22 gennaio, 2006

Devo scegliere il nome del mio sito...??!!??

Il nome a dominio è un po’ come il biglietto da visita del sito, attraverso la digitazione è possibile raggiungere la pagina web desiderata con estrema facilità.
La diffusione a macchia d’olio dei siti web ha generato la tendenza a trascurare l’importanza del nome in quanto si ha l’impressione di poter essere raggiunti dall’utente ugualmente attraverso collegamenti o pubblicità (banner, motori di ricerca) e in parte e vero. Ma solo in parte.
Scegliere il nome a dominio più appropriato non è poi così semplice e trascurabile come può sembrare specialmente se si desidera,a sito concluso, promuoverlo come si deve.
Innanzi tutto più il nome è complesso e lungo e meno sarà ricordato, il vecchio “passa parola”che si usata in passato per diffondere un attività non ha più la stessa efficacia oggi però non è ancora del tutto trascurabile (almeno in Italia) in quanto succede ancora che se ci si è trovati bene su un sito lo si consigli ad amici e parenti e se si ricorda il nome lo si fornisce direttamente.
[ “sai che l’ho comprato on line questo?...mi sono trovato bene, se vuoi potresti provare a visitare il sito..www.XYX.com…prova e poi fammi sapere…”]

Sempre collegato a questo aspetto che si potrebbe definire di “semplicità mnemonica” c’è un altro elemento da non trascurare specialmente nei siti commerciali: l’esigenza di creare un nome il più possibile vicino a quello del marchio dell’impresa stessa.
Immaginiamo l’azienda Zaffiri spa che commercia bigiotteria e che apre il sito: www.smeraldi-pietre-prezionse.it ….non suona per niente bene perché il nome scelto per il sito non è ricollegabile in nessun modo con il marchio dell’azienda e l’utente può avere difficoltà a ricordarli! Meglio rimanere il più possibile attinenti con la denominazione dell’attività e se il nome a dominio più simile è già impegnato (situazione molto frequente ormai dato l’elevato numero di siti creati!) conviene sempre cercare il nome comunque più simile..nell’esempio di cui sopra potrebbe essere www.zaffirionline.com oppure www.zaffiri-srl.com oppure www.cercozaffiri.it ect…
Accanto a queste problematiche che sono riconducibili con l’immagine dell’impresa e il facile raggiungimento del sito web corrispondente, non bisogna però trascurare un altro fattore fondamentale: il posizionamento nei motori di ricerca. A meno che non si abbia scarso interesse a diffonderlo(perché la clientela è già acquisita o non si cercano nuove visite) è molto importante fare tutto il necessario per creare un sito che sia facilmente iscrivibile nei motori e nelle directory anche nella formula di iscrizione gratuita che è comunque un inizio di webmarketing… In quest’ottica è bene sapere che più il nome è lungo o poco attinente coi contenuti della pagina principale e più sarà difficile essere ben posizionati nei motori di ricerca.
Se la nostra azienda Zaffiri spa avesse chiamato il suo sito www.smeraldi-pietre-preziose.it ma nella home page non si citasse nessuna di queste parole (smeraldi, pietre, preziose) l’indicizzazione di tale pagina sarà molto lontana dai primi posti perché il motore di ricerca fatica a collegare il nome col contenuto (o per l’esattezza ritiene che siano poco attinenti)…
Quando poi il problema di scegliere un nome dipende dal fatto che è già stato utilizzato da altri allora è sempre consigliabile cercare soluzioni che non lo modificano troppo come il trattino “-“ o l’aggiunta di parole come “ondine”, “website” ect da aggiungere al nome oppure ancora cercare il suffisso dove è ancora libero (www.zaffiri.it potrebbe essere già impegnato ma magari www.zaffiri.com no oppure www.zaffiri.org ….)
Per verificare se il nome a dominio è ancora libero è possibile avvalersi degli strumenti forniti gratuitamente da molte hosting house le quali mirano a convincere l’utente ad acquistare un servizio presso di loro e per farlo propongono di verificare la possibilità di scegliere un dato nome, come ad esempio:
http://www.trovanome.it/ dove inserendo il nome nell’apposito spazio e avviando la ricerca si visualizzerà un messaggio che informa sullo stato del dominio…

21 gennaio, 2006

Ho commissionato un sito web: mi hanno consigliato idee perdenti?

Il titolo è ovviamente provocatorio, per idee perdenti intendo quello soluzioni web teoricamente interessanti o creative ma che, però, non solo la soluzione ottimale per il cliente rispetto ai suoi obbiettivi e alle aspettative.
Ma veniamo con ordine.
Quando si stà progettando un nuovo sito generalmente si hanno svariate idee in testa, in particolar modo se ci si avvale della consulenza di un webmaster o una web agency è facile rimanere sommersi dalle proposte.
L’idea che stà all’origine di un sito ne è le fondamenta ma, proprio perché non ci sono regole, tali fondamenta possono essere molto diverse tra di loro nella realizzazione anche partendo dallo stesso obbiettivo.
Di fatto i punti chiave per una buona costruzione di base sono due: obbiettivi del sito a cui si fanno corrispondere idee precise per realizzarli e soluzioni tecnico-grafiche per realizzarle.
Definire gli obbiettivi è forse la parte più facile basta chiedersi perché si vuole un sito e cosa si spera di ottenere dal suo inserimento on line; molto più critico è scegliere quelle idee che meglio realizzano tali obbiettivi. In questo si può essere aiutati dalla creatività e dall’esperienza dei webmaster, webdesigner, web devellopper…insomma tutti quegli esperti che operano on line: a loro di certo le soluzioni non mancano!
Il vero problema in questi casi per chi ha commissionato il sito e ne sarà proprietario, è sapersi districare tra questo “fiume” di soluzioni e idee proposto per valutare quali possono essere più adatte alle proprie esigenze soggettive. Su questa problematica si potrebbero scrivere interi libri perché gli approcci decisionali possono essere tanti a seconda di quale aspetto si vuole considerare, qui di seguito elenco alcuni semplici e frequenti soluzioni per evitare “l'idea perdente”evitando quindi di lasciarsii convincere dall'esperto web di turno :
- frenare gli eccessi: pretendere solo un certo numero di idee da valutare, il troppo stroppia sempre ma soprattutto può portare in confusione. Un numero mediamente adatto di soluzioni da considerare è TRE ma si potrebbero anche valutare fino a 5 idee diverse(o bozze del sito) purchè si dedichi poi il giusto tempo a valutarle e non si finisca per scegliere quella più consigliata dal webmaster ;
- avere qualche punto fermo: non importa essere esperti di internet per pensare con cognizione a quali soluzioni si vorrebbero per il proprio sito, anzi! L’ideale sarebbe ragionare sull’immagine che si vuole dare attraverso il sito o gli obbiettivi che si vorrebbero raggiungere. Se, però, si “mastica”un po’ di internet quando si commissiona un sito sarebbe utile avere già in mente qualcosa che si vorrebbe veder realizzato (ad esempio: la creazione di un newsletter oppure la scelta di un menù laterale di approfondimento..), in questo modo non si lascia “carta bianca” al webmaster che potrebbe approfittarsi di questa libertà per suggerire le soluzioni più costose o particolari e allo stesso tempo si definiscono delle linee guida che faciliteranno poi la scelta finale per la bozza della pagina web;
- non lasciarsi ammaliare solo dalla grafica: l’impatto visivo è senza dubbio il primo approccio che l’utente ha verso la pagina web ma esaurisce presto il suo effetto se non è affiancato da un’adeguata strutturazione (facilità di reperire le informazioni, correttezza dei contenuti, rapidità nel caricamento delle pagine). Negli ultimi anni si sono fatti passi enormi nel miglioramento grafico delle pagine e questo tende spesso a portare i webmaster a proporre ai propri clienti siti sempre più incentrati su una grafica accattivante e complessa, l’effetto è spesso sbalorditivo ma è sempre bene farsi spiegare le conseguenze di tale grafica su:
a-velocità di caricamento (se l’utente impiega troppo tempo a visualizzare una pagina anche se graficamente interessante finirà per passare a un altro sito prima di averla vista!)
b-semplicità nel reperire le informazioni: una grafica visivamente bella spesso è sinonimo di complessità nella strutturazione delle pagine, dei collegamenti e dei menù e questo può rendere più complicato per l’utente reperire le informazioni che cerca;
c-svalutazione dei contenuti: se la grafica è molto interessante si rischia di sovrastare i contenuti e in alcuni casi questo effetto può generare disinteressa da parte dell’utente che, soprattutto se ha intenzione di acquistare qualcosa, può preferire la sobrietà che è universalmente sinonimo di professionalità e qualità ;
- sostenere la semplicità: quando ci si affida nelle mani di esperti del web lo si fa , indubbiamente perché si ritiene di volere un prodotto di qualità ma è decisamente importante non dimenticare che QUALITà NON è SINONIMO DI COMPLESSITà. Più il sito è semplice nella navigazione e intuitivo nell’uso e più, almeno all’inizio, sarà facile per l’utente visitarlo; per questo è sempre consigliabile non farsi attirare da idee complesse o bozze di pagine web piene di sezioni, menù, colori e strutture a tendina …tra l’altro la complessità implica poi un altrettanta difficoltà nell’aggiornamento delle pagine (e quindi costi maggiori)…
Come sempre, non si può fare di tutta l’erba un fascio, però alcune delle sopraelencate considerazioni possono aiutare chi ha commissionato un sito web a evitare perdite di tempo e a farsi attirare dall’entusiasmo del professionista scelto che (in buona o mala fede) non sempre ha l’obbiettività giusta per proporre le idee pi adatta per il sito del cliente.

20 gennaio, 2006

Tempi e date della pubblicazione

Innanzi tutto è bene distinguere tra pubblicazione ex-novo del sito e successive manutenzioni/aggiunte.
La prima pubblicazione on line può avvenire in due tempi diversi:
- durante la creazione del sito stesso se si vogliono testare le neo-pagine direttamente dal web;
- oppure a sito concluso cioè solo quando tutte le pagine sono complete nei collegamenti, contenuti, immagini ect…
Il primo caso può essere consigliato per fare testing on line e per verificare le effettive risorse dello spazio web utilizzato, l’importante è NON diffondere l’indirizzo del sito finchè non si sono pubblicate tutte le pagine in quanto “ricevere visite” quando il sito è ancora “ in costruzione” può essere molto deleterio perché il visitatore rischia di trovare link inattivi, sezioni mancanti o spazi vuoti….naturalmente questa precauzione è fondamentale nei siti commerciali dove si può intaccare direttamente l’immagine dell’impresa mentre può essere superflua per un sito a tema o personale dove al massimo ci si gioca la serietà del sito stesso.
Un'altra situazione in cui si potrebbe preferire la pubblicazione parziale del sito è quando il creatore decide di lavorarci direttamente on line, costruendo e contemporaneamente pubblicando le nuove pagine. Personalmente sconsiglio questa soluzione perché implica un rischio particolarmente delicato: in caso di problemi tecnici sulla spazio web si rischia la perdita totale delle pagine web le quali (se non sono state anche salvate sul pc del webmaster) non sono più rintracciabili…semplicemente si deve rifare tutto da capo!!
Nel secondo caso la pubblicazione viene effettuata solo quando ogni pagina è stata precedentemente completata off line ovvero sul pc del creatore stesso, in questo caso si tratta di un mero passaggio di dati dal pc del webmaster allo spazio web scelto e, in ogni caso, le pagine sono comunque salvate anche sul personal computer del webmaster.
Terminata la fase di creazione del sito, però, nel corso del tempo saranno necessarie manutenzioni periodiche; nei siti commerciali tali aggiornamenti possono riguardare i listini, i prodotti, alcune sezioni come quelle dedicate alle condizioni contrattuali, al trasporto o ai contatti. Nei siti personali oppure in quelli di contenuto, invece, si potrebbe incorrere nella necessità di inserire periodicamente nuove pagine web con i relativi collegamenti al resto del sito.
La manutenzione, quindi, ha un’enorme rilevanza sia nel posizionamento del sito che nell’immagine stessa della pagine: non c’è niente di peggio che “approdare” su una pagina con la sensazione di leggere qualcosa di “datato” o comunque non recente. Per questo motivo è sempre consigliabile dare modo all’utente di vedere la data dell’ultimo aggiornamento (nel caso di siti commerciali) oppure la data dell’articolo o della nuova pagina nel caso di siti di “contenuto”(personali, a tema, relazionali).
Datare le modifiche, però, può trasformarsi in un arma a doppio taglio se tali manutenzioni non vengono effettuate con una certa regolarità o se si attraversa un periodo dove si fatica a inserire nuovi contenuti: in questi casi avendo datato gli ultimi aggiornamenti si rischia di dare l’impressione di un sito poco curato abbassando così l’interesse dell’utente.
Tra l’altro, indipendentemente dall’inserimento di date, nei siti commerciali se si elencano prodotti o si inseriscono prezzi è VITALE mantenere ogni informazione aggiornata perché il rischio è altissimo ovvero ricevere contatti da nuovi clienti sulla base di condizioni contrattuali obsolete che metterebbero l’azienda nella posizione imbarazzante i rettificarli al cliente che si stà acquisendo (che non è proprio il massimo come approccio iniziale in un rapporto professionale no?).
Insomma, aggiornare un sito è un’attività tutt’altro che trascurabile perché avere un sito, promuoverlo on line per poi non mantenerlo “vivo” attraverso manutenzioni periodiche significa decretarne una lenta morte: i contatti diminuiranno col tempo, le visite si abbasseranno e lo stesso indirizzamento da parte di motori di ricerca e directory andrà perdendosi…dopotutto internet è uno strumento dinamico , non dimentichiamocene!

19 gennaio, 2006

appiattimento addio: FORMATTIAMO

Finalmente abbiamo completato i testi da inserire nel nostro sito; abbiamo valutato a chi sono rivolti e come il potenziale interlocutore potrebbe rapportarcisi; abbiamo scelto come esporre i contenuti (con uno stile allegro, frizzante, provocatorio, ironico, serio, neutrale, personale …); abbiamo controllato il lessico e la grammatica.
Insomma: manca solo l’inserimento nella pagina web e finalmente abbiamo finito…
Inseriamo quinti i testi, pubblichiamo le pagine web e aspettiamo il riscontro dell’utente…
Aspettiamo… aspettiamo … aspettiamo…
Purtroppo aspettare non è sufficiente: riguarda le pagine web … non leggere quello che hai composto! … osserva e bastacosa c’è che non và nei contenuti? …. SONO TROPPO PIATTI!
Alla formattazione si deve dedicare lo stesso tempo che si è impiegato nella scelta dell’impatto espositivo e del taglio delle frasi perché è solo con la formattazione che si colpisce l’occhio e quindi si ottengono i primi risultati concreti.
Proviamo a fare alcuni ragionamenti pratici sulla scelta della formattazione:
1- TIPO: può sembrare banale ma non c’è niente di scontato nel tipo di carattere scelto, attualmente sono stati codificati talmente tante font da permettere una vasta scelta che però non deve trascurare alcune considerazioni preliminari. Innanzi tutto, non tutti i broswer visualizzano tutti i caratteri, ci sono alcuni caratteri che sono riconosciuti facilmente mentre altri non essendo codificati vengono convertiti comunque nel font standard del broswer stesso. In quest’ottica conviene quindi non lasciarsi attirare da tipologie troppo particolari per evitare che comunque l’utente finale li visualizzi comunque come un carattere standard (e quindi con un impatto diverso a quello previsto). Dal punto di vista pratico consiglio sempre tre font ormai “tradizionali” ma sempre attuali in quanto facilitano la lettura : ARIAL, VERDANA E TIMES NEW ROMAN. In alternativa, per una soluzione più “frizzante” si può optare per il GEORGIA mentre per un impatto “pulito” il COURIER.
2- GRANDEZZA: anche le dimensioni possono fare la differenza sulla leggibilità e quindi sull’attenzione. In questo caso è appropriato notare che il troppo in entrambi sensi stroppia comunque! Quindi un carattere piccolo come il 9 o il 10 pixel può creare problemi a chi deve leggere un testo abbastanza lungo anche se in alcuni casi può essere consigliato quando di tratta di informazioni secondarie (di contorno) magari già ripetute in altre pagine (come condizioni contrattuali o termini di acquisto); viceversa un carattere grande come il 16 e 18 pixel trasformano la pagina in una lavagna e sono quindi sconsigliati anche per frasi ad effetto o parole chiave tranne in quei casi in cui sono utilizzati per un concetto o una parola fondamentale per la natura del sito (come il nome del sito stesso)ma anche in queste situazioni personalmente li sconsiglio perché l’impatto sull’utente è di qualcosa di poco professionale oltre che un po’ irriverente (sembrano voler dire: leggi bene così? O ti serve qualcosa di ancora più grande? pessimo). IL 12 o 14 pixel sono senz’altro soluzioni intermedie migliori perché non creano problemi nella lettura ne occupano troppo la pagina .
3- COLORE: in un testo più o meno lungo dove le parole si perdono l’uso di un colore diverso dallo sfondo o dal resto del contenuto aumento l’impatto e veicola l’attenzione. Senza dubbio non se ne deve abusare altrimenti si ottiene l’effetto arcobaleno che trasforma il testo in una sala giochi ma aumenta la noia. Anche l’uso di più colori nello stesso testo può danneggiarne l’immagine perché l’utente non ne capisce le differenze. L’ideale è scegliere un solo colore da alternare al grigio (colore standard molto adatto perché simile al nero e quindi poco invasivo ma comunque differente al punto giusto per catturare l’attenzione); il colore scelto non dovrebbe essere in conflitto con il resto della pagina web (se lo sfondo è rosa chiaro sarebbe meglio non scegliere il giallo perché è poco visibile ne il marrone perché troppo differente a meno che ci siano altri elementi nella pagina che richiamano al marrone!)
4- GRASSETTO/SOTTOLINEATO/ CORSIVO: ottime risorse da alternare ai colori nel dare risalto a una parola o una frase. Un’annotazione a parte per il sottolineato in quanto è ormai universalmente utilizzato per indicare link o comunque collegamenti interni o esterni al sito e per questo il suo utilizzo al di fuori di questa connotazioni può creare confusione nell’utente. Il corsivo per essere veramente incisivo deve trovarsi in un contesto spazioso (ad esempio dopo la riga di spazio tra un pensiero e l’altro)altrimenti rischia di perdersi nel mare di parole e non sortire l’effetto voluto; il grassetto non ha controindicazioni particolari purchè non se ne abusi all’interno della stessa riga perché può saturare l’occhio.
Resta inteso che ogni testo deve essere debitamente rapportato alla pagina web in cui andrà inserito e la sua formattazione deve necessariamente seguire di pari passo le necessità individuali del contesto, in questo articolo ho voluto esporre alcune considerazioni di massima “oggettive” in quanto non sono applicate a un contesto specifico.

contenuti CHE NOIA!

In internet tutto è informazione o più in generale contenuti, a partire da un testo scritto per finire con immagini, filmati, suoni, immagini in movimento.
Però, mentre gli ultimi tre tipi si possono definire contenuti con caratteristiche specifiche nella struttura stessa e quindi l’impatto sull’utente sarà veicolato direttamente attraverso tali meccanismi (nelle immagini ciò che fa la differenza è la qualità, la nitidezza, l’impatto dei colori …viceversa la musica attira l’utente sulla base delle preferenze, nei filmati si associa l’impatto delle immagini in movimento all’effetto sonoro…); nel caso di contenuti scritti, invece, tutto si “gioca” attraverso le parole o, per essere più precisi , con il giusto abbinamento di parole e aspetto grafico delle stesse.
In altri termini quando si tratta di scrivere testi (siano essi semplici didascalie, articoli che trattano un argomento, spiegazioni tecniche di un prodotto, descrizione di un evento, racconto di un esperienza..) il grosso pericolo che si corre è : ANNOIARE l’utente.
Annoiare equivale a spingere il navigatore ad abbandonare in fretta e furia la pagina web- che è quello che ogni proprietario di sito cerca disperatamente di evitare!-ed è quindi il comportamento da prevenire il più possibile.
Ma come si può stabilire a priori cosa annoia l’utente in modo da evitarlo?
In termini di “pura natura” del contenuto che dobbiamo inserire nella pagina web, non è assolutamente prevedibile: un argomento (tema, spiegazione, chiarimento, dettaglio…) o interessa o non interessa e questo lo può solo stabilire il visitatore stesso nel momento in cui inizia a leggere.
Sull’esposizione del contenuto, invece, si può fare molto per evitare perdite di interesse e sbadigli ovunque.
PUNTO PRIMO: definire il bacino d’utenza ovvero quella tipologia di utenti web che potranno essere interessati al tipo di contenuto che stiamo per definire. Questo passaggio è fondamentale perché ci permette di identificare i potenziali lettori in modo da individuarne le caratteristiche principali.
Ad esempio: se ci stiamo rivolgendo a persone interessate ad avere maggiori informazioni su una data malattia eviteremo un linguaggio troppo irriverente, lascivo o ironico viceversa se stiamo descrivendo le caratteristiche tecniche di un dato oggetto cercheremo di usare termini specifici in un contesto neutrale ma serioso che mira ad infondere competenza e sicurezza.
Tra l’altro, individuare l’utente-medio a cui si rivolgerà il testo ci permette non solo di scegliere le parole migliori ma anche il “tono” in altri termini definito “il taglio”che vogliamo dare ai pensieri: scegliere un approccio pacato e informale sortisce ovvi effetti diversi che un approccio spiritoso e spigliato. Ma non solo. Tali effetti saranno diversi a seconda della natura stessa del contenuto.
ABBINARE LA NATURA DEI CONTENUTI CON IL GIUSTO “TONO”ESPOSITIVO E LA CORRETTA TERMINOLOGIA è l’arma più efficace che si può trovare per mantenere VIVO L’INTERESSE dell’interlocutore spingendolo a terminare la lettura o almeno a non abbandonare il sito.
PUNTO SECONDO: sebbene si tratta di esporre un testo scritto che può essere affiancato da immagini statiche o in movimento, da suoni o filmati NON si deve darne per scontato l’aspetto grafico. La scelta del TIPO DI CARATTERE, DELLE DIMENSIONI E DEI COLORI sono un altro elemento chiave nell’attirare l’attenzione dell’utente (almeno nei primi momenti di visualizzazione della pagina). Ma non solo! E’possibile che nonostante l’interesse per l’argomento trattato l’utente si faccia scoraggiare dalla lunghezza dello scritto e decida ugualmente di abbandonarlo prima del termine: in questi casi l’uso di appropriati caratteri e colori che evidenziano aree precise del testo possono mantenere vivo l’interesse o trasferire comunque i concetti chiave o le informazioni più importanti.
Quest’ultimo punto richiederebbe un’approfondita trattazione a parte perché la materia merita più osservazioni sulla psicologia della formattazione e l’impatto sull’utente. In ogni caso si può riconoscere anche senza una laurea che leggere una pagina piena di frasi omogenee per carattere, dimensione e colore (come nelle pagine di un libro) richiede un impegno diverso rispetto a consultare un testo strutturato con caratteri diversi, evidenziazioni, colori (tecnica già ampiamente sperimentata dalla carta stampata). Se si ha poco tempo è più facile trovare un’informazione leggendo frasi che emergono dal resto grazie all’uso di un carattere diverso(ad esempio più grande) come titoli di paragrafi o parole evidenziate (ad esempio perché in grassetto o di un colore diverso)che attirano l’attenzione. Dal momento che l’utente-medio della rete ha poco tempo, rapidità nell’uso del mouse e dei tasti e quindi un’estrema facilità nel passare da una pagina all’altra è evidente che inserire un testo richiede un approccio più ad effetto.
RIASSUMENDO: la NOIA può essere evitata scegliendo accuratamente la natura del contenuto scritto attraverso l’analisi degli interlocutori di riferimento ma anche sapendolo abbinare a un adeguato taglio espositivo nonché alla formattazione più adatta a dare risalto alle frasi e/o parole più significative.

18 gennaio, 2006

Perdere tempo nel testing: PERCHè?

Quando si ha in mente il progetto per un sito web di qualsiasi natura e genere è facile farsi sommergere dalle varie problematiche e imprevisti; molto dipende anche dal tempo a disposizione , dalla necessità di maggiore o minore professionalità, dalla scelta del tipo di pagine web (statiche, dinamiche, flash..) e dagli strumenti a disposizione.
Così, quando finalmente il sito è pronto in tutto il suo splendore non si vede l’ora di pubblicarlo o se lo si è fatto durante la creazione, di vederlo on line finito e si finisce per avvisare amici e parenti che vengono spinti a visitare il neo-sito, si mandano mails a chiunque con il link del sito oppure, se si tratta di un sito più “serio”con fini commerciali la sua conclusione implica l’avvicinarsi di una nuova esigenza: farlo conoscere il più possibile ai potenziali clienti. Inizia così l’intensa e a volte frenetica opera di diffusione on line attraverso le tecniche di pubblicità scelte (motori di ricerca, inserimenti gratuiti, campagne promozionali su altri siti strategici ect..).
In tutta questa “fiera” però è facilissimo perdere di vista un passaggio intermedio tra terminare il sito e diffonderlo on line : il testing.
Ma perché si deve perdere tempo a valutare la correttezza delle pagine quando basta aprirle col proprio broswer per vederle correttamente?
Tanto per cominciare occorre non trascurare che non stà scritto da nessuna parte che qualsiasi utente che approderà sul tuo sito userà il tuo stesso broswer…anzi! Attualmente ci sono molti visualizzatori anche gratuiti che forniscono buone prestazioni, sono leggeri e facili da istallare e per questo spesso sono più usati dell’ormai rinomato Internet Explorer….
Questa tendenza però, crea un problema assolutamente da non trascurare quando si generano pagine web: la corretta visualizzazione. Purtroppo (o per fortuna – direbbe qualcuno!) ogni broswer ha caratteristiche specifiche che possono modificare la visualizzazione della stessa pagina web, tali differenze possono essere minime (ad esempio una tonalità diversa dello stesso colore) oppure mediamente rilevanti (come l’esposizione di una colonna a sinistra piuttosto che sotto un'altra area..).
Insomma: creare una pagina web sul proprio pc e vederla in un determinato modo NON significa che, una volta pubblicata, la stessa pagina verrà vista allo stesso modo dagli altri utenti della rete.
Sembra paradossale o assurdo ma nella realtà è proprio così a causa di un meccanismo comune a tutti i Broswer: la conversione del linguaggio usato per creare la pagina in parole, immagini, suoni, colori e strutture da visualizzare.
Ed è proprio la conversione il “punto dolente” ovvero ciò che in gergo si definirebbe l’”anello debole”perché a seconda delle peculiarità del broswer lo stesso linguaggio può essere “codificato” diversamente.
Non ci credete? Fate voi stessi la prova: scaricate alcuni broswer noti (Explorer, Napster, Mozilla, Opera …) e meno diffusi se ne conoscete; ormai l’evoluzione nei linguaggi di programmazione a reso questi software molto evoluti e difficilmente entrano in conflitto tra di loro anche se svolgono la stessa funzione quindi non si corre più il rischio come in passato che bloccare il sistema o appesantirlo troppo. Quando sul vostro pc ci sono almeno tre broswer provate a pubblicare una pagina web qualsiasi, possibilmente con qualche elemento significativo tipo immagini, testo formattato, suoni o un css se possibile; e vedremo come si possono notare delle differenze nella visualizzazione.
Se, poi, ritenete che lo scopo del vostro sito o la sua natura non sia così importante da richiedere anche questo controllo, supponiamo ad esempio che stiate lavorando su un vostro sito personale dove inserire annotazioni o approfondimenti su un vostro hobby o più in generale sulla vostra vita e quindi che potenzialmente interesseranno a poche persone che conoscete, oppure se semplicemente non vi interessa come saranno visualizzate le pagine (spero che almeno il sito non sia di natura commerciale e non sia per terzi diversi da voi perché sarebbe grave un simile disinteresse!!); in questi casi ignorare il testing senza dubbio accelera il processo di definizione del sito.
Tornando al testing, è possibile effettuarlo in molti modi nel senso che il termine in se stesso (tradotto significa: verifica) non si riferisce esclusivamente alla corretta visualizzazione ma anche alla correttezza nell’uso del linguaggio di programmazione (che può poi influire anche sulla visualizzazione finale naturalmente!).
Esistono, quindi, software o comunque risorse adatta a testare le pagine web :
- la correttezza lessicale nell’uso del codice html (attualmente stanno nascendo strumenti per la verifica anche di altri linguaggi come xml o i linguaggi dinamici ): denominati VALIDATORI;
- la correttezza formale (più generale) del linguaggio rispetto agli elementi più usati come inserimento di immagini, uso di tabelle, formattazione ect..;
- verifica dei META TAG ;
- la correttezza rispetto alle rigorose regole del Consorzio W3C che ha definito i canoni dell’accessibilità (per approfondimenti vai alla sezione ACCESSIBILITà);
- il corretto uso lessicale e grammaticale dei contenuti (mai sottovalutare i famosi “errori di battitura o traduzione” che sembrano ridicoli o superflui ma quando capitano danno una pessima impressione alla pagina che si stà leggendo!!)
Segnalo, infine, che esistono software di gestione delle pagine web già dotati di strumenti interni di testing come l’ottimo Dreamweaver, in pratica attraverso l’uso di questi programmi è possibile creare pagine web, pubblicarle e allo stesso tempo testarle usando sempre la stessa risorsa.

Prove d'uso : I TEMPLATE

Vediamo nel dettaglio come trovare e usare template gratis senza perdere troppo tempo.
E’superfluo osservare che esistono numerosi template a pagamento che ovviamente sono senza dubbio qualitativamente superiori a quelli gratuiti e di frequente anche strutturalmente migliori, il punto però in questi casi è sempre lo stesso: siamo disposti a spendere per una risorsa che è possibile reperire anche gratis? E soprattutto: vale la pena spendere per una risorsa web che richiede comunque l’intervento di uno specialista per essere utilizzata al meglio? Mi spiego: se si compra un template spendendo la cifra x non ha senso poi lasciarlo in gestione a qualcuno che “ci capisce di internet” ma non è in grado di sfruttarne al massimo le potenzialità, dal momento che si spendono soldi tanto vale farlo responsabilmente e in questo caso è un peccato non utilizzare al pieno qualcosa che, proprio perché si è pagato, ha delle potenzialità superiori.
Resta inteso che al mondo ognuno è libero di fare quello che vuole, di conseguenza alcune delle affermazioni che faccio sono dettate dall’esperienza e dal buon senso, ma non per questo vanno intese in senso assoluto: se si vuole comprare un bel template e poi si preferisce lavoraci sopra come si può senza troppe pretese, ok nessun problema! L’importante è essere consapevoli delle proprie scelte, di quello che si sarebbe potuto migliorare e di come evitare spese economiche superflue. Tutto il resto è libero arbitrio per fortuna!
Tornando ai template, trovarne on line gratuitamente è estremamente facile, basta fare una ricerca su uno qualsiasi dei motori (con le parole “template “ e “ gratis” si và a colpo sicuro) e appaiono migliaia di pagine con siti che offrono servizi di questo tipo. Un elenco completo lo si può trovare anche attraverso Freeonline.org (sito che offre un’ampia raccolta di risorse gratuite per il web per qualsiasi esigenza); ad oggi (18/01/2006) è possibile consultare questa pagina .
Una volta scelto il sito che più ci piace non resta che cercare nella moltitudine di template a disposizione, in molti casi è possibile visualizzare in anteprima l’impaginazione e valutarne alcune caratteristiche tecniche come le dimensioni, l’autore, la data di creazione ed eventuali restrizioni nell’uso (è consigliabile non trascurare mai quest’aspetto perché dietro un template gratis c’è comunque l’idea e l’impegno di un web creator che nella maggioranza dei casi chiede in cambio solo di mantenere nel template stesso il riferimento all’autore- e io consiglio vivamente di farlo se non altro per il rispetto del lavoro degli altri!).
Dopo aver scelto il template, non resta che scaricarlo sul proprio pc, aprirlo con un qualsiasi software di gestione delle pagine web (Frontpage- famoso perché Microsoft ma personalmente lo ritengo terribile; Dreamweaver, ect..) e iniziare a modificarlo.
Ogni template presenta delle peculiarità anche in base agli strumenti con cui è stato creato a monte e alle sue caratteristiche (presenza di aree Flash, di aree dinamiche o statiche, sezioni con collegamenti esterni…)e quindi non è impossibile identificarne un “utilizzo standard” in senso stretto ma si possono definire alcune logiche di utilizzo generico.
Innanzi tutto il 90%dei template si rifà a file esterni per la grafica, quindi se avete problemi a visualizzarlo verificate di aver scaricato tutto il necessario, di solito quando si salva un template in automatico viene creata una cartella che contiene il template stesso e in un'altra cartella tutti i files a cui esso è collegato (immagini, grafica delle varie aree, eventuale CSS (foglio di stile) ect..
Quando finalmente ci si trova davanti al template aperto e pronto per le modifiche è prima di tutto importante capire quali sono le aree modificabili (se ce ne sono nel senso che a volte è possibile modificarlo per intero mentre in altri casi ci sono parti “bloccate”dall’autore il cui “sbocco” richiede nozioni sul linguaggio di programmazione usato). Poi, sarebbe preferibile valutare cosa si vuole modificare dell’aspetto grafico che in un certo senso definisce “le fondamenta” del template stesso prima ancora di cambiarne eventualmente l’ordine dei menù preimpostati o delle colonne. Modificare l’aspetto grafico non è facilissimo a volte perché,come accennavo sopra, tutto dipende dal linguaggio e dalla modalità di creazione usata dall’autore, se non si conosce tale linguaggio o non si ha molta dimestichezza può diventare ostico anche solo cambiare il colore di una barra (ecco esposto uno dei motivi per cui spessissimo il template subisce pochi cambiamenti!!).
Terminati eventuali cambiamenti sulla grafica si può procedere a sistemare sezioni, barre e menù a proprio piacimento nei limiti consentiti dalla struttura del template stesso , inserendo i nomi di tali aree e gli eventuali collegamenti se sono già disponibili.
Il template dovrebbe diventare il modello di riferimento per tutte le pagine più importanti del sito quindi conviene modificarne tutti gli aspetti principali(nomi compresi) in modo da non dover intervenire altre volte sul file originale rischiando di generare da esso pagine con piccole ( o grandi) differenze che l’occhio del visitatore potrebbe cogliere disorientandosi ( o comunque traendone un effetto poco omogeneo e di conseguenza di scarsa professionalità!!) .
Una volta completate tutte le eventuali modifiche e variazioni sul template, inserito il logo (denominazione) del sito, attribuiti i nomi alle varie sezioni principali del menù e alle eventuali barre laterali il nostro template è finalmente pronto per essere usato come modello per tutte le pagine del nostro sito, basterà aprire il file del template, salvarlo con il nome specifico della nuova pagina web, aggiungere i contenuti scelti, salvare la pagina ormai completata e pubblicarla.

17 gennaio, 2006

TEMPLATE CONTRO PROFESSIONISTI: A ognuno il proprio mestiere

Come accennavo già in un altro articolo, la struttura di un sito e più in generale la sua organizzazione può essere elaborata attraverso 5 principali soluzioni:
1-software di autocomposizione
2-template
3-specialisti
4-web agency
Ovviamente le ultime due soluzioni sono le più onerose in termini economici ma anche le più professionali e quindi impegnative anche dal punto di vista del mantenimento stesso delle pagine web, viceversa le prime due opzioni lasciano spazio alla creatività e alle capacità del proprietario del sito o comunque di qualcuno che ha alcune conoscenze di base ma non al punto da ritenersi esperto in senso stretto.
Scegliere di creare il proprio sito attraverso software o template implica costi ridottissimi ma anche molto tempo a disposizione nonché richiedono alcune nozioni fondamentali almeno sull’html, i meccanismi di gestione del web e l’organizzazione dei contenuti.
Premessa che do sempre per scontata ma che forse è il caso di sottolineare ora: tutte le considerazioni di cui sopra e che farò in seguito sono legate all’idea di creare un sito web con una certa “linea guida” e non “tanto per fare”… è normale che chiunque vorrebbe imparare a elaborare pagine web debba prima fare un po’ di gavetta, delle prove diciamo tecniche, l’esperienza è fondamentale anche in internet (come in tutti i mestieri del mondo tra l’altro..) ma in questo caso si tratta di siti più di “prova” e non di pagine web elaborate secondo i criteri standard di un servizio di qualità rispetto agli obbiettivi iniziali del cliente/proprietario.
Ora, la struttura delle pagine è uno dei punti cardini del futuro successo o insuccesso di un sito e per questo deve essere elaborata con molta cura e consapevolezza.
Nel caso di siti personali, relazionali e di contenuto è possibile avvalersi di software e template senza per questo ottenere risultati inferiori alle aspettative, l’importante è sapersi districare nell’uso dei due strumenti che ripeto, richiedono un minimo di conoscenze di base.
Nel caso, invece, di siti commerciali di presentazione o di e-commerce ritengo professionale sconsigliarne l’uso per una molteplicità di fattori: innanzi tutto un sito che deve diffondere l’immagine dell’impresa on line non può essere abbandonato al caso, standardizzato da modelli predefiniti, ne troppo lineare nella sua struttura . Un sito è comunque una forma di pubblicità e in quanto tale può procurare un effetto boomerang negativo se è poco curato o troppo semplicistico nella sua mappatura. In particolar modo, nel caso in cui si intenda avviare il commercio elettronico è impensabile poter mettere in piedi tutti quei meccanismi minimi che richiede (catalogo on line, gestione sicura dei pagamenti, struttura di creazione automatica dell’ordine da parte dell’utente) attraverso semplici software o template…. Si necessità comunque dell’intervento di uno specialista che possa adattare la realtà commerciale dell’azienda agli strumenti di e-commerce a disposizione.
Lungi da me il voler “deridere”, passatemi il termine, questi strumenti che rendono la creazione di pagine web estremamente facile e in molti casi alla portata di tutti, il punto è sempre e solo uno: l’obbiettivo e le aspettative.
Per questo sottolineo che bisogna riconoscere A OGNUNO IL PROPRIO MESTIERE: vada per l’uso di template e sofware di autocomposizione ma non aspettiamoci pagine troppo personali ne la possibilità di inserire tutto quello che si vuole per non parlare dell’immagine complessiva del sito creato con queste strutture che per natura stessa di queste ultime non può essere in grado di competere ad alti livelli con altri siti creati da professionisti.
Mai come in un caso come questo penso che sia più calzante la constatazione che L’INTERVENTO DELL’ESSERE UMANO Fa LA DIFFERENZA RISPETTO ALL’USO DELLE MACCHINE …non vi pare?

16 gennaio, 2006

Strumenti standard per organizzare le informazioni

L’organizzazione delle informazioni all’interno di un sito web richiede una particolare attenzione, un occhio di riguardo nei confronti del visitatore che dovrà poi cercarle e possibilmente dovrà poterlo fare senza perdere troppo tempo e senza cliccare troppe pagine.
Per risolvere il problema della giusta strutturazione dei contenuti è possibile avvalersi di strumenti ormai consolidati nel gergo della rete e che sono diventati familiari nella cultura del navigatore, analizziamoli singolarmente.
1-Il MENù del sito organizzato di solito sulla barra orizzontale (ma può anche trovarsi in una barra orizzontale preferibilmente alla sinistra dello schermo in quanto la barra di destra normalmente è utilizzata per la pubblicità) può essere considerato come un primo semplice strumento per veicolare le INFORMAZIONI DI BASE sul sito stesso e il suo obbiettivo. Nel menù in genere si inseriscono informazioni generali che determina l’INDIVIDUALITà delle pagine web, una sorta di prima scrematura per il visitatore che può così capire se si trova nel posto giusto rispetto alle informazioni che stà cercando. Ecco alcune delle sezioni più comuni inserite nel menù principale:
- chi siamo: molto importante nel caso di un sito di natura commerciale (sia esso orientato all’e-commerce o alla sola presentazione dell’attività) in quanto permette all’utente di trovare una breve presentazione dell’attività, spesso della sua storia e in alcuni casi anche del personale che la compone (questo tipo di informazione è particolarmente adatta per avvicinare l’utente della rete alla realtà aziendale dando un “tocco personale e umano”all’attività ). Ultimamente utilizzato anche per siti di natura personale e/o amatoriale in quanto è possibile utilizzare questa pagina per annotazioni sulla vita dell’autore, le sue esperienze o il motivo per cui ha creato il sito web;
- dove siamo: usato per fornire dati geografici su come raggiungere l’azienda, molto utilizzate e utili mappe o comunque piantine dove segnalare il percorso più veloce per raggiungere la localizzazione dell’attività;
- servizi/prodotti: sezione evidentemente di natura commerciale dove poter elencare i principali servizi o prodotti forniti. Le pagine possono essere organizzate anche in Cataloghi dettagliati (con tanto di prezzi, condizioni di acquisto, tempi di consegna) oppure si può scegliere di proporre i prodotti/servizi in modo accattivante per attirare l’utente che solo in un secondo momento (se interessato) potrà approfondirne le caratteristiche selezionando apposite pagine dedicate ai prezzi, gli sconti, le offerte promozionali, le condizioni di consegna (modalità di pagamento, consegna ect..).
- news: questa sezione del menù è in genere molto cliccata perché attira l’attenzione sulle novità del sito. Tali novità possono riguardare nuove promozioni o recenti prodotti/servizi lanciati nel caso di siti commerciali oppure se si tratta di siti tematici o personali può essere usata per facilitare il ritrovamento di articoli o interventi recenti su nuovi argomenti trattati
- contattaci: sezione adatta alla creazione di interazione diretta e quindi applicabile sia a siti a carattere personale/relazionale che commerciali. Nel primo caso si forniscono recapiti vari per contattare il proprietario del sito (per condividere un hobby, per conoscersi, ect..) mentre nella seconda ipotesi si tratta di favorire la comunicazione tra i potenziali clienti e l’azienda stessa attraverso forme di comunicazione on line come Email, off line come recapiti telefonici oppure utilizzando form che l’utente può compilare anche in forma semi-anonima per richiedere informazioni specifiche senza essere vincolati all’acquisto.
- FAQ ovvero le Frequently Asked Questions, tali domande più frequenti possono far parte del menù principale del sito ma possono anche essere segnalazione in una sezione a parte per darvi maggior risalto.
2- Le FAQ hanno un forte impatto nell’utente medio abituato a consultare siti web in quanto sono un elenco delle domande più frequenti che possono essere fatte al proprietario del sito. Non bisogna mai sottovalutare l’importanza di inserire Faq nel proprio sito perché permette al visitatore di evitare la formulazione di richieste comuni che possono essere soddisfatte attraverso la semplice consultazione di questa sezione. In particolar modo in siti di Ecommerce la presenza di Faq può migliorare la comunicazione con l’utente che attraverso la consultazione delle domande più frequenti può fugare quei dubbi più comuni legati al meccanismo stesso di commercio on line e di fruizione dei servizi direttamente dal sito.
3- MOTORI DI RICERCA INTERNI, ovvero meccanismi di ricerca di parole chiave all’interno del sito di inserimento. Lo stesso Google permette di inserire un’opzione di ricerca (sempre con i propri strumenti) delle parole SOLO all’interno delle pagine che compongono il sito web che ospita la finestra stessa di ricerca a testimonianza dell’importanza delle ricerche. Specialmente se il sito presenta molti contenuti o se è stato strutturato con svariate sezioni è consigliabile inserire un motore di ricerca interno al quale l’utente può rivolgersi se fatica a trovare quello che cerca e non vuole perdere troppo tempo, in sostanza il motore di ricerca interno può essere usato come un ultimo tentativo prima di abbandonare il sito proprio in quei caso in cui l’utente fatica a reperire le informazioni. Di fatto diventa un servizio molto utile per non perdere visitatori.
4- MAPPE: si tratta di pagine web dedicate alla classificazione della struttura del sito. Nelle mappe in genere vengono strutturate le sezioni e i menù del sito attraverso schemi facili e intuitivi (spesso con rappresentazioni grafiche del tipo ad albero) che mirano a mostrare un altro ordine alle informazioni reperibili sul sito. Naturalmente questo strumento non si adatta a tutti i siti specialmente è sconsigliabile a quelli personali con poche sezioni o a quelli commerciali di semplice presentazione dove gli argomenti esposti sono per natura già facilmente reperibili (l’assenza di listini dettagliati, elenchi completi dei prodotti e altre caratteristiche dell’attività di fatto rendono il sito meno complesso di altri).

Strumenti standard per organizzare le informazioni

L’organizzazione delle informazioni all’interno di un sito web richiede una particolare attenzione, un occhio di riguardo nei confronti del visitatore che dovrà poi cercarle e possibilmente dovrà poterlo fare senza perdere troppo tempo e senza cliccare troppe pagine.
Per risolvere il problema della giusta strutturazione dei contenuti è possibile avvalersi di strumenti ormai consolidati nel gergo della rete e che sono diventati familiari nella cultura del navigatore, analizziamoli singolarmente.
1-Il MENù del sito organizzato di solito sulla barra orizzontale (ma può anche trovarsi in una barra orizzontale preferibilmente alla sinistra dello schermo in quanto la barra di destra normalmente è utilizzata per la pubblicità) può essere considerato come un primo semplice strumento per veicolare le INFORMAZIONI DI BASE sul sito stesso e il suo obbiettivo. Nel menù in genere si inseriscono informazioni generali che determina l’INDIVIDUALITà delle pagine web, una sorta di prima scrematura per il visitatore che può così capire se si trova nel posto giusto rispetto alle informazioni che stà cercando. Ecco alcune delle sezioni più comuni inserite nel menù principale:
- chi siamo: molto importante nel caso di un sito di natura commerciale (sia esso orientato all’e-commerce o alla sola presentazione dell’attività) in quanto permette all’utente di trovare una breve presentazione dell’attività, spesso della sua storia e in alcuni casi anche del personale che la compone (questo tipo di informazione è particolarmente adatta per avvicinare l’utente della rete alla realtà aziendale dando un “tocco personale e umano”all’attività ). Ultimamente utilizzato anche per siti di natura personale e/o amatoriale in quanto è possibile utilizzare questa pagina per annotazioni sulla vita dell’autore, le sue esperienze o il motivo per cui ha creato il sito web;
- dove siamo: usato per fornire dati geografici su come raggiungere l’azienda, molto utilizzate e utili mappe o comunque piantine dove segnalare il percorso più veloce per raggiungere la localizzazione dell’attività;
- servizi/prodotti: sezione evidentemente di natura commerciale dove poter elencare i principali servizi o prodotti forniti. Le pagine possono essere organizzate anche in Cataloghi dettagliati (con tanto di prezzi, condizioni di acquisto, tempi di consegna) oppure si può scegliere di proporre i prodotti/servizi in modo accattivante per attirare l’utente che solo in un secondo momento (se interessato) potrà approfondirne le caratteristiche selezionando apposite pagine dedicate ai prezzi, gli sconti, le offerte promozionali, le condizioni di consegna (modalità di pagamento, consegna ect..).
- news: questa sezione del menù è in genere molto cliccata perché attira l’attenzione sulle novità del sito. Tali novità possono riguardare nuove promozioni o recenti prodotti/servizi lanciati nel caso di siti commerciali oppure se si tratta di siti tematici o personali può essere usata per facilitare il ritrovamento di articoli o interventi recenti su nuovi argomenti trattati
- contattaci: sezione adatta alla creazione di interazione diretta e quindi applicabile sia a siti a carattere personale/relazionale che commerciali. Nel primo caso si forniscono recapiti vari per contattare il proprietario del sito (per condividere un hobby, per conoscersi, ect..) mentre nella seconda ipotesi si tratta di favorire la comunicazione tra i potenziali clienti e l’azienda stessa attraverso forme di comunicazione on line come Email, off line come recapiti telefonici oppure utilizzando form che l’utente può compilare anche in forma semi-anonima per richiedere informazioni specifiche senza essere vincolati all’acquisto.
- FAQ ovvero le Frequently Asked Questions, tali domande più frequenti possono far parte del menù principale del sito ma possono anche essere segnalazione in una sezione a parte per darvi maggior risalto.
2- Le FAQ hanno un forte impatto nell’utente medio abituato a consultare siti web in quanto sono un elenco delle domande più frequenti che possono essere fatte al proprietario del sito. Non bisogna mai sottovalutare l’importanza di inserire Faq nel proprio sito perché permette al visitatore di evitare la formulazione di richieste comuni che possono essere soddisfatte attraverso la semplice consultazione di questa sezione. In particolar modo in siti di Ecommerce la presenza di Faq può migliorare la comunicazione con l’utente che attraverso la consultazione delle domande più frequenti può fugare quei dubbi più comuni legati al meccanismo stesso di commercio on line e di fruizione dei servizi direttamente dal sito.
3- MOTORI DI RICERCA INTERNI, ovvero meccanismi di ricerca di parole chiave all’interno del sito di inserimento. Lo stesso Google permette di inserire un’opzione di ricerca (sempre con i propri strumenti) delle parole SOLO all’interno delle pagine che compongono il sito web che ospita la finestra stessa di ricerca a testimonianza dell’importanza delle ricerche. Specialmente se il sito presenta molti contenuti o se è stato strutturato con svariate sezioni è consigliabile inserire un motore di ricerca interno al quale l’utente può rivolgersi se fatica a trovare quello che cerca e non vuole perdere troppo tempo, in sostanza il motore di ricerca interno può essere usato come un ultimo tentativo prima di abbandonare il sito proprio in quei caso in cui l’utente fatica a reperire le informazioni. Di fatto diventa un servizio molto utile per non perdere visitatori.
4- MAPPE: si tratta di pagine web dedicate alla classificazione della struttura del sito. Nelle mappe in genere vengono strutturate le sezioni e i menù del sito attraverso schemi facili e intuitivi (spesso con rappresentazioni grafiche del tipo ad albero) che mirano a mostrare un altro ordine alle informazioni reperibili sul sito. Naturalmente questo strumento non si adatta a tutti i siti specialmente è sconsigliabile a quelli personali con poche sezioni o a quelli commerciali di semplice presentazione dove gli argomenti esposti sono per natura già facilmente reperibili (l’assenza di listini dettagliati, elenchi completi dei prodotti e altre caratteristiche dell’attività di fatto rendono il sito meno complesso di altri).

Dove sono le informazioni?

Fornire informazioni dovrebbe essere l’obbiettivo principale di ogni sito, ci sono poi pagine web create con l’obbiettivo specifico di fornire precise nozioni (generali o commerciali) come ad esempio un sito per gli appassionati di motociclette , viceversa ci sono pagine web dove ci si propone di vendere un bene o un servizio e per farlo si devono fornire tutta una serie di dati all’utente attraverso i quali si spera di convincerlo all’acquisto.
In ogni caso, qualunque sia l’obbiettivo primario del sito, è innegabile che in ogni pagina web sono contenute informazioni che potenzialmente potrebbero essere ricercate da chi visita proprio quella pagina.
Il problema che nasce per riflesso è: come si organizzano i dati in modo da renderli facilmente accessibili? Dove si inseriscono i contenuti per farli reperire facilmente da chi li cerca on line?
Innanzi tutto non bisogna mai dimenticare che ogni sito dovrebbe essere fatto con “l’occhio di chi lo visiterà” ovvero le pagine web andrebbero pensate in funzione dei potenziali visitatori; nella fattispecie i contenuti o più in generale ogni sorta di informazione dovrebbe essere organizzata per facilitarne il ritrovamento SECONDO LA LOGICA GENERALE di chi cerca qualcosa senza sapere bene come e dove.
Quest’ultima considerazione è molto importante se si vuole creare un sito FRIENDLY, facile da consultare e intuitivo, in quanto non sempre chi crea le pagine e decide i contenuti ragiona allo stesso modo di chi cercherà poi quelle informazioni.. Mi spiego meglio: chi gestisce il sito sa ovviamente cosa deve inserire e quando decide come farlo può essere influenzato da quello che sa e strutturare i dati in un modo che per LA SUA LOGICA è il migliore (perché a monte è già a conoscenza di tutta una serie di informazioni) mentre per la mente di un utente qualsiasi che cercherà un contenuto quella struttura è complessa o poco chiara .
Purtroppo la conseguenza immediata di un simile comportamento è l’irritazione da parte del visitatore che nella migliore delle ipotesi dovrà perdere più tempo per trovare l’informazione che voleva (ammesso che la trovi) oppure rinuncerà irritato abbandonando il sito (e probabilmente non ci tornerà più !).
Per onore di giustizia è anche doveroso notare che ogni mente ha la sua organizzazione e le proprie associazioni nel catalogare e quindi cercare nozioni: in linea generale, quindi, quando si devono fornire delle informazioni non si possono soddisfare tutti. L’importante è organizzare i dati in modo che siano facilmente reperibili dalla maggioranza degli interessati, seguendo criteri generali di classificazione e reperimento.
Ma quali sono poi questi criteri di reperimento standard?
Ovviamente non parliamo di una scienza esatta però in linea di massima un buon metodo per evitare errori nell’organizzazione delle informazioni è quello di “mettersi nei panni” di chi potrebbe cercare tali dati e valutare come e dove li si cercherebbe… in un certo senso potrebbe sembrare un metodo “casereccio” e poco professionale, ma all’atto pratico è un sistema che avvicina chi crea le pagine web a chi le consulterà a tutto vantaggio del risultato finale. Dopo tutto, i siti web per chi sono fatti? Per un certo target di potenziali visitatori, no?
Ci sono webmaster che si avvalgono addirittura della consulenza di altre persone non coinvolte nel progetto (come amici, parenti o colleghi) ai quali sottopongono le bozze delle pagine per poter capire come potrebbe reagire il visitatore medio che non sa niente del sito e cercherà di navigarlo.
In conclusione, si può affermare che la scelta dei contenuti e l’organizzazione delle informazioni non è “mestiere”facile, anzi! Tale fase sarà determinante nella creazione del flusso di visitatori delle pagine web una volta che saranno pubblicate assieme agli altri elementi caratteristici (impatto grafico, facilità di caricamento, usabilità, facilità nella navigazione, aggiornamento…ect…).
In ogni caso, se proprio non si hanno idee precise su come strutturare i contenuti è importante non sottovalutare quegli strumenti che tradizionalmente sono usati per fornire varie tipologie di informazioni (Faq, menù principale, glossari… ) e che ormai riconosciuti dalla moltitudine dei navigatori.

12 gennaio, 2006

Elenchi on line: un alternativa ai motori di ricerca?

Quando si parla di motori di ricerca e directory è automatico sottintendere siti come Google, Arianna, Virgilio e Tiscali (almeno in Italia) mentre in realtà per talune categorie di siti commerciali esiste un'altra categorie di siti che nascono dalle ricerche dell’utente ma non forniscono la libertà dei veri e propri motori: stò parlando degli ELENCHI ON LINE.
Nei motori di ricerca, in generale è possibile cercare qualsiasi KEYWORLD ovvero ogni parola chiave o abbinamenti di più parole per rendere più dettagliata la ricerca in quanto questi siti raccolgono l’universo delle pagine web classificandole sulla base di specifici criteri. In sostanza il loro punto di forza è quello di essere “contenitori” di un elevatissimo numero di siti e per questo sono considerati come un canale preferenziale per ricerche di qualsiasi natura e genere: dalla storia dei Lapponi ai significato della parola tarantola passando per tutti i possibili servizi e prodotti.
Come tutti gli strumenti di pubblicità però, i motori di ricerca possono, in alcuni casi, diventare dei “pozzi senza fondo” in quanto l’inserimento in essi e gli eventuali costi annessi non portano un ragionevole ritorno in termini di visibilità o usabilità.
Dal punto di vista pratica si tratta di valutare fino a che punto un certo tipo di sito possa trarre convenienza nell’iscriversi a pagamento su un motore di ricerca, questo perché l’iscrizione gratuita di un sito è sempre consigliabile per poter essere inseriti nel DataBase del sito stesso ma proprio perché si tratta di un inserimento senza esborsi economici, l’effettivo ritorno in termini di visibilità è comunque scarso. Quindi, stabilito il fatto che conviene sempre iscrivere gratuitamente un sito sui motori e le directory senza però aspettarsi grandi aumenti di visibilità, e sodato il fatto che le iscrizioni a pagamento implicano esborsi economici comunque rilevanti è determinante valutare se , come dice il proverbio, “il gioco vale la candela” oppure se è possibile scegliere altri strumenti on line che possano ugualmente veicolare l’utente dopo una ricerca.
Ed è per questo che non bisogna sottovalutare il “potere” degli elenchi on line soprattutto per le imprese piccole o le attività commerciali che si approcciano a internet per la prima volta senza troppe aspettative.
Il grandissimo pregio degli elenchi on line stà nel fatto che hanno acquisito sempre più rilevanza nella coscienza media dell’utente perché vengono pubblicizzati insieme agli elenchi “cartacei”che tutte le famiglie italiane ricevono ogni anno e quindi sono diventati un valido sostituto di essi in quanto permettono ricerche più veloci e soprattutto al di fuori del proprio territorio di competenza. Infatti, l’abitudine di sfogliare le pagine dell’elenco per trovare un negozio o un’impresa nella propria provincia non è ancora radicata nella mentalità del cittadino medio e per questo il passo successivo, ovvero la trasposizione di questi elenchi sulla rete di internet non fa che aumentarne l’uso.
Il principale difetto degli elenchi on line riguarda le tipologie di ricerche possibile, che è anche la grande differenza coi motori di ricerca propriamente detti, in quanto non è possibile cercare qualsiasi parola bensì categorie specifiche quali “denominazione dell’azienda” oppure “tipologia dell’attività” oppure “città o area geografica “ dove si stà cercando.
Tale difetto in realtà diventa il punto di forza degli elenchi on line per tutte quelle aziende che hanno un bacino di utenza ristretto a specifiche aree geografiche o con limitazione temporali perché sarà più difficile che il potenziale cliente certi tali attività sui motori dove la ricerca è talmente ampia da diventare dispersiva per necessità così specifiche.
Facciamo un esempio:
Il fioraio di Mestre che vende fiori e composizione solo dal suo negozio di Mestre o eventualmente in paesi limitrofi non ha alcun interesse a essere reperito su un motore come Google a livello mondiale ma neanche su tutto il territorio italiano dato che comunque il suo bacino d’utenza è limitato; allo stesso tempo acquisire visibilità in un motore come il sopraccitato Google potrebbe non portargli il numero di contatti desiderati in quanto è altamente improbabile che un cittadino di Mestre che vuole comprare fiori lo faccia attraverso ricerche su Google dove sa di poter trovare migliaia e miglia di pagine sull’argomento. Sarà molto più facile che l’abitante di Mestre cerchi di consultare un elenco territoriale dove sa di trovare facilmente tutti i fiorai di zona senza perdere troppo tempo.
Morale: talune tipologie di attività e quindi i relativi siti non dovrebbero trascurare la pubblicità sugli elenchi on line per attirare la potenziale clientela rendendosi facilmente reperibile in un canale di ricerca molto popolare e diffuso in Italia anche per chi non è molto pratico delle nuove tecnologie e della rete internet.
Tra l’altro i costi per tale pubblicità su base annua sono spesso inferiori a quelli sui motori di ricerca dove ogni mese si devono acquistare specifiche posizioni per garantire al proprio sito la giusta visibilità rispetto alle parole chiave scelte.

11 gennaio, 2006

Quale FEED BACK per i siti DI PRESENTAZIONE?

Quando si apre un sito web per la propria attività produttiva ci si aspetta da esso un aumento sensibile dei contatti ovvero della clientela che, tradotto in termini più pratici, corrisponde ad aumenti nelle Entrate. E’il c.d.meccanismo del FEED BACK che ogni buon imprenditore valuta quando intraprende una nuova iniziativa : che “ritorno” avrò dall’iniziativa?
Aprire un sito web per la propria impresa, però , non necessariamente implica che tale sito debba gestire l’E-commerce ovvero la vendita di beni/servizi direttamente on line. L’E-commerce , infatti, può sembrare la naturale trasposizione dell’attività aziendale on line ma NON è APPLICABILE A TUTTE LE ATTIVITà.
E allora che si fa?
Semplice! Un sito a scopo “divulgativo” dove potenziare l’immagine della propria impresa con lo scopo di diffonderne la conoscenza e attirare potenziali clienti che potranno, poi, contattare direttamente il personale preposto per eventuali ordini.
In altre parole: un SITO DI PRESENTAZIONE.
Internet è un universo di contatti oltre che di informazioni, e per questo diventa anche un potente strumento divulgativo se usato nel modo giusto. Ogni azienda, consolidata o appena costituita, a conduzione familiare o in forma societaria, di piccole dimensioni o a carattere multinazionale; necessita di una costante diffusione del proprio marchio. Naturalmente ogni settore produttivo a le proprie peculiarità: ci sono mercati dove semplicemente entrandovi si è a buon punto nell’acquisizione della clientela necessaria (ad esempio la produzione di automobili) e in questi casi diffondere il proprio nome non è fondamentale come invece accade in quei mercati dove la concorrenza è ai massimi livelli e si rende necessario emergere attraverso azioni promozionali che mirano a far conoscere il nome dell’azienda. Ed in quest’ultima esigenza i siti di presentazione sono senza dubbio una soluzione consigliabile.
Attualmente, il numero delle persone che usano internet per cercare beni o servizi è in forte crescita anche in Italia dove si è tradizionalmente restii ad aprirsi verso nuove tecnologie e nuovi sistemi produttivi.
Tra l’altro, proprio perché l’uso dei personal computer e della rete è in crescita a partire dalle scuole ci si attende in una VENTINA DI ANNI una crescita esponenziale del fenomeno che, tradotto in termini economici, implica un aumento delle richieste via web e una riduzione dei meccanismi produttivi “tradizionali”.
Tutte queste considerazioni mirano a motivare una considerazione fondamentale per l’imprenditore che stà pensando ad avere proprie pagine web: AVERE UN SITO PER LA PROPRIA IMPRESA NON NECESSARIAMENTE IMPLICA L’USO DEL COMMERCIO ELETTRONICO. Anzi! L’E-commerce per molte realtà produttivo dovrebbe essere considerato come un punto finale di arrivo; in primis si dovrebbe lavorare sull’immagine dell’azienda e sulla sua divulgazione nei migliori canali on line.
Ma quali sono i migliori canali on line per un’azienda?
Ogni realtà produttiva ha le sue esigenze specifiche e in questo Internet si mostra particolarmente flessibile:
- ci sono aziende che possono mirare al mercato globale ovvero a vendere i propri beni in tutto il mondo o comunque entro i confini italiani, in questo caso è consigliabile promuovere il proprio sito sui principali motori di ricerca in modo da essere rintracciabili da qualsiasi localizzazione geografica;
- viceversa, ci sono imprese che operano in un bacino territoriale più limitato (spesso una provincia o addirittura alcuni comuni vicini) e in questo caso conviene promuoversi sui siti che mantengono queste caratteristiche geografiche come portali regionali, siti comunali oppure portali dedicati esclusivamente al tipo di attività trattata in modo che chiunque cerchi quel determinato bene o servizio possa reperirlo facilmente senza cercare nel “mare” infinito della rete.
Facciamo alcuni esempi pratici:
- l’artigiano che costruisce statuette storiche della propria zona può senza difficoltà spedirle in tutta italia oltre che venderle direttamente dal banco del proprio laboratorio e per questo il suo sito potrebbe essere promosso nei grandi motori di ricerca o comunque nei principali portali italiani in quanto il bene prodotto è di interesse geografico ampio :
- il fioraio di Lodi, invece, che non intende organizzare consegne oltre il proprio comune ma vuole ugualmente distinguersi dai proprio concorrenti diretti potrebbe avviare un sito per facilitare la ricerca del proprio negozio da parte di chi(a Lodi nell’esempio) cerca fiori e lo fa attraverso internet: in questo caso sarà necessario favorire la diffusione del sito su strumenti idonei alle esigenze come il sito stesso del comune di Lodi oppure sui motori di ricerca limitando la promozione alla sola zona geografica di interesse. In questo modo se un utente cercherà ad esempio le parole “fiori” e “Lodi” troverà facilmente il sito del nostro fioraio, per non parlare di siti nati per le ricerche mirate come paginegialle on line.

10 gennaio, 2006

Quale FEED BACK per l'E-Commerce ?

Nell’universo di internet ,dove si aprono siti in tutto il mondo ogni minuto che passa, esistono ancora persone che ragionevolmente hanno bisogno di trovare un valido motivo per avere pagine web. Specialmente in ambito commerciale, l’apertura di un sito può significare la creazione di una nuova vetrina per aumentare la visibilità dei propri prodotti ma può anche creare la diffusione di un’immagine controproducente.
TUTTO DIPENDE DAL TIPO DI ATTIVITà E DAL TIPO DI SITO.
Il problema del tipo di sito è l’oggetto principale di queste pagine web ed è per questo che non mi dilungherò in nessuna analisi: i fattori da considerare sono molteplici anche se di fondo si può individuare il buon senso, la capacità creativa e l’attenzione di chi lo apre e gestisce.
Il tema del tipo di attività produttiva, invece, merita alcune considerazioni a parte.
In Italia come in molti paesi europei e non solo, quando si parla di aprire una nuova attività sotto qualsiasi forma giuridica, si sottintende un’apertura “tradizionale” con tanto di locali adibiti, insegna, personale, eventualmente uffici, ect…insomma: tutto quello che richiede avviare un particolare tipo di lavoro “faccia a faccia”.
Solo in un secondo momento, e solo in alcuni casi, si passa poi a inserire la propria azienda nel circuito virtuale della rete e anche in questo caso l’Italia è tra i paesi più restii alla diffusione globale con tanto di vendite on line: prima si preferisce “provare”come funziona il nuovo mercato con un sito di presentazione o poco altro. Sostanzialmente ci si approccia alla nuova tecnologia in “punta di piedi” per vedere quali sbocchi commerciali può avere e solo dopo aver toccato con mano i primi risultati si prendono in considerazione altre strategie on line come l’Ecommerce.
In sostanza si può tranquillamente affermare che il passaggio dalla gestione di una qualsiasi attività produttiva e l’apertura di un sito ad esso dedicato è estremamente DELICATO per l’imprenditoria italiana (ma non solo).
Tutt’altro approccio rispetto alle aziende americane dove internet è diventato velocemente uno strumento privilegiato per la creazione e gestione di nuove attività commerciali.
In pratica però, tutte le tipologie produttive sono adatte alla rete?
Qualcuno potrebbe rispondere senza esitazione di SI se non altro per il fatto che aprire un sito web non ha limitazioni commerciali ma il vero problema da considerare è legato al FEED BACK realizzato con un sito; in altre parole: qual è il ritorno in termini di clientela e quindi di entrate si ottengono se si aprono pagine web?
In quest’ottica che si potrebbe definire del “Dare/Avere” è evidente che rispondere alla domanda precedente implica una dichiarazione di onestà: NON tutte le attività commerciali si adattano alla creazione di un sito che possa contribuire alla crescita dell’azienda stessa.
Ma perché non tutte? Ovviamente per le caratteristiche stesse dello strumento scelto ovvero la rete.
On line è possibile comprare di tutto, questo è vero, dai prodotti alle consulenze ma a monte bisogna essere disposti a fornire i propri beni/servizi a distanza o comunque attraverso CANALI DISTRIBUTIVI INDIRETTI. Ed è proprio da qui che si generano le prime scremature: tutte le attività che hanno vincoli territoriali stretti o difficoltà oggettive nell’esecuzione a distanza non sono CLIENTI PREFENZIALI per il web.
Facciamo un esempio pratico per chiarire meglio il concetto: un macellaio di Aosta può senz’altro aprire un sito dove inserire la storia dell’attività tramandata di padre in figlio; può descrivere il tipo e le qualità di carni trattate magari aggiungendo dettagli legati alla derivazione e alle proprietà nutritive. Fin qui niente di difficile. Ma per usare il sito web in MODO ATTIVO verso la propria attività commerciale ovvero per aumentare le vendite dovrebbe creare meccanismi che consentano agli utenti di acquistare carne o comunque prodotti derivati direttamente dal web. Anche qui non c’è niente di impossibile dal punto di vista tecnico-realizzativo. MA QUALE FEED BACK SI RICAVERà DAVVERO DAL SITO? Quali risultati otterrà il macellaio vendendo carne on line? Statisticamente pochi per non dire nulli: il bene in questione fa parte di quelli definiti di largo consumo per il quale la caratteristica di freschezza e vicinanza geografica sono una caratteristica fondamentale per motivare l’acquisto. Insomma: se un qualsiasi abitante di Aosta volesse acquistare carne fresca si recherà dal macellaio preferito(o più vicino o più conveniente) e così pure per l’abitante di Macerata, Lodi o Parma!!
In questo caso aprire un sito di natura prevalentemente commerciale non migliorerà direttamente le Entrate del nostro macellaio.
Ma allora quali sono queste attività meno adatte al commercio diretto on line?
Volendo generalizzare si potrebbero individuare alcune macro-categorie:
- i piccoli negozi di provincia per i quali potrebbe diventare complicato gestire le vendite a distanza per problemi legati all’organizzazione del trasporto o della conservazione stessa dei beni ( ad esempio: fruttivendoli, macellai, lavanderie, panettieri ect,,(§)
- attività che non potrebbero essere svolte a distanza (ad esempio: parrucchieri, estetisti, ect..)
- imprese il cui bacino d’utenza è strettamente legato a una precisa area geografica circoscritta ( ad esempio: fiorai, bomboniere, piccoli gommisti ..)
Qualcuno stà già obbiettando che praticamente per tutte le attività che ho citato nell’elenco è possibile trovare comunque siti. VERISSIMO. Ma NON siti di Ecommerce e non per piccoli negozi o attività a conduzione familiare. Ed è proprio questo il punto.
Se si hanno tipologie produttive similari a quelle che ho citato sopra e …
- si pensa di avere pagine web per aumentare il proprio fatturato direttamente forse SI DOVREBBE RIVALUTARE LA PROPRIA DECISIONE: in questi casi creare Ecommerce è controproducente.
- si desidera rendersi visibili, attirare l’attenzione di potenziali clienti senza la pretesa della vendita diretta on line allora è possibile creare un sito di presentazione che può ugualmente favorire il miglioramento il potenziamento dell’immagine dell’azienda oltre alla sua visibilità anche in circuiti territorialmente limitati come portali regionali o siti comunali.

09 gennaio, 2006

L'importanza dello studio dei CONTENUTI

Analizzare i contenuti di un sito web potrebbe apparire come un’attività inutile perché richiede tempo quando normalmente si presuppone che chi desidera pagine su internet abbia già deciso cosa inserirvi e quindi il problema dei contenuti viene considerato superfluo.
NIENTE DI Più SBAGLIATO.
Attualmente il numero dei siti è tale per cui si può trovare qualsiasi argomento, qualsiasi attività e qualsiasi idea on line e questo crea CONCORRENZA TESTUALE ovvero: il navigatore corre il rischio di leggere la stessa “minestra riscaldata” spostandosi tra siti web e link.
Tradotto in termini di utenza e attenzione, la concorrenza testuale implica direttamente la perdita del visitatore che difficilmente tornerà nella stessa pagina se riscontra contenuti già trovati o esposti in modo da dare l’impressione di essere “riciclati”.
Naturalmente il problema dei contenuti acquisisce un peso differente a seconda della tipologia del sito in questione: in pagine web personali nate per diffondere un interesse o condividere opinioni come in un Blog l’uso di concetti ripetitivi non crea eccessivo danno in quanto il bacino di utenza stesso lo richiede per generare l’inserimento di nuove opinioni. Viceversa in siti di natura commerciale la trattazione diventa fondamentale per creare interesse e fiducia nel visitatore che è anche un potenziale cliente; in altre parole l’uso di contenuti poco curati, ripetitivi o incompleti rischia di nuocere più che il non inserimenti degli stessi.
Tra l’altro proprio perché la rete è un mondo fatto di colori, suoni, parole ed effetti speciali ; i contenuti stessi non sono più dati dai pensieri ma sono completati o addirittura sostituiti in alcuni casi dalle immagini (fisse e in movimento) oltre che dalla musica. In pratica tutto genera contenuti perfino un elemento grafico ed è per questo che diventa sempre più importante curarne la trattazione e mantenerli aggiornati in modo che l’utente possa decidere di rivisitare la pagina web oppure addirittura provare un prodotto sulla base delle immagini e delle descrizioni trovate.
Non dimentichiamoci che internet è una forma di comunicazione INDIRETTA e in quanto tale manca del contatto “vis-a-vis” che in alcuni casi permette di enfatizzare o comunque sottolineare alcuni contenuti a proprio vantaggio: per questo è possibile attribuire diversi significati alle stesse frasi a seconda dell’interpretazione di chi le legge (da qui l’importanza di curare l’uso delle parole).
Proprio per tutte queste considerazioni sono nate vere e proprie figure professionali specializzate nell’analisi della concorrenza on line in funzione della scelta dei contenuti più idonei per un nuovo sito. Naturalmente non è sempre necessario ricorrere a professionisti di questo tipo, l’importante è dedicare il giusto tempo all’analisi di ciò che si vuole diffondere. Tale ANALISI non deve riguardare solo il controllo ortografico basilare ma deve soprattutto orientarsi verso la valutazione di ciò che è meglio diffondere e su come esporlo per attirare l’attenzione dell’utente .
Anche la lunghezza dei contenuti, acquisisce quindi una forte rilevanza proprio perché on line si trovano tutti i tipi di utenti che in genere sono però accomunati da una caratteristica: poco tempo e una certa velocità nel navigare spostandosi facilmente da una pagina all’altra. Ne consegue che più si diventa PROLISSI e più si rischia di annoiare viceversa, esporre pensieri BREVI E SINTETICI può non risultare esaustivo: entrambe le soluzioni ottengono lo stesso effetto boomerang ovvero l’allontanamento dell’utente medio. Specialmente nei siti commerciali il cui evidente obbiettivo è attirare nuovi cliente la corretta scelta dei contenuti diventa parte della strategia di vendita in considerazione del fatto che on line non ci si può affidare a venditori in carne e osso ( o almeno non lo si può fare in prima battuta ma si può proporre all’utente interessato di farsi contattare da propri addetti ma prima di tutto l’utente deve mostrarsi appunto interessato!).
Un altro errore comune è quello di ritenere concluso il proprio sito una volta che viene definitivamente pubblicato dopo l’attività di elaborazione e inserimento dei contenuti: tale idea non fa altro che generare pagine web STATICHE che rischiano di perdere visite ogni giorno di più perché non seguono uno dei principali criteri per attirare l’attenzione in rete ovvero gli AGGIORNAMENTI. In effetti inserire i giusti contenuti sia per esposizione che per lunghezza non è sufficiente se poi non ci si preoccupa di mantenerli aggiornati nel tempo.
Come sempre il problema degli aggiornamenti acquisisce un diverso impatto a seconda della finalità del sito: in un Blog il maggior rischio che si corre è la riduzione degli interventi esterni o il numero degli iscritti mentre in un sito di e-commerce i pericoli diventano danni economici quando si perdono clienti per il mancano aggiornamento dei prodotti o ci si vincola a rispettare condizioni contrattuali superate (in termine di tempi e prezzi) proprio perché on line tali dati non sono stati debitamente allineati con quelli nuovi.
Insomma, da qualsiasi lato li si vuole guardare i contenuti NON possono essere trascurati in termini:
- qualitativi
- quantitativi (ovvero nella lunghezza espositiva) e
- di aggiornamento periodico

08 gennaio, 2006

Webmarketing: Overlay

Definizione:

immagini spesso grandi come tutta lo schermo che appaiono al caricamento di un pagina web per poi scomparire dopo non più di 10 secondi.

Possibilità di utilizzo:

senz'altro hanno un forte impatto sul navigatore (e costi non proprio contenuti) ma possono diventare eccessive specialmente se si deve caricare più volte la stessa pagina a cui è associato un overlay (ad esempio se è la home page), impedisce di proseguire la navigazione finchè non scompare e questo può generare ulteriore nervosismo nell'utente.

Webmarketing: Newsletter

Definizione:

periodico virtuale di aggiornamento sulle attività di un sito inviato via mail a tutti gli iscritti al servizio.

Possibilità di utilizzo:

il newsletter nasce per tenere aggiornato l'utente sulle novità del sito, sugli ultimi articoli pubblicati, sui nuovi prodotti in fase di lancio sul mercato; ma si è rilevato un potente strumento di marketing per due motivi:

- permette di mantenere un costante contatto diretto con l'utenza iscritta la quale, pur non avendo visitato il sito potrà ottenerne informazioni che sarà possibile approfondire attraverso link diretti dal newsletter;

- inoltre mantiene vivo l'interesse del navigatore diffondendo non solo il nome del sito ma anche le sue caratteristiche. Creare un proprio newsletter richiede impegno e costanti aggiornamenti ma ripaga in termini di aumento dell'interesse e delle visite.

07 gennaio, 2006

Webmaketing: Spot in Newsletter

Definizione:

forma pubblicitaria di varia entità (con link o banner o riquadri promozionali)inserita all'interno di un newsletter. Generalmente lo spot viene inserito in una colonna laterale rispetto ai contenuti del newsletter, in questo modo l'utente mentre scorre il contenuto può facilmente essere colpito dallo spot stesso.

Tipologie:

tutte quelle già sopraccitate ovvero link pubblidirezionali o banner purchè non troppo intrusivi rispetto al reale contenuto del newsletter.

Possibilità di utilizzo: le potenzialità sono elevate tanto più è alto il numero degli iscritti, fondamentale è ottenere l'inserimento in un newsletter i cui argomenti o comunque il cui target richiama direttamente a quelli del sito da promuovere (ad esempio: uno spot per il sito di Roberto Baggio non avrà lo stesso impatto se inserito sul newsletter dei webmaster piuttosto che su uno di dedicato al mercato calcistico..)

06 gennaio, 2006

Webmarketing: Link

Definizione:

letteralmente significa collegamento. In un testo un link appare come una parola o una frase di colore diverso: cliccando su di esso l'utente si può spostare da un documento ad un altro.

Tipologie:


i link possono essere interni se rimandano a una pagina web all'interno dello stesso sito, esterni se collegano a una pagina di un sito differente.

Possibilità di utilizzo:

i massimi benefici si hanno ottenendo l'inserimento di un proprio link su un sito già "popolare", l'inserimento può essere ipertestuale se viene collocato in zone strategiche del sito ospite (ad esempio vicino a un motore di ricerca o alle ultime news dove è più facile che l'utente "butti l'occhio")oppure si parla inserimento pubblidirezionale quando si inserisce il link all'interno di un articolo che tratta in maniera diretta o indiretta di argomenti collegabili al sito (ad esempio: su un articolo che tratta di calcio un link che rimanda al sito di Roberto Baggio ne amplifica l'effetto aumentando gli accessi);

Formati:

è consigliabile usare il grassetto con lunghezza non superiore alle tre righe per non stancare il navigatore.

05 gennaio, 2006

Webmarketing: Ecoupon

Definizione:

forma promozionale consistente nel concedere uno sconto ai propri clienti in base all'attuazione di specifiche condizioni (tetto minimo di merce/servizi acquistati, ect..). In pratica si tratta di generale un coupon virtuale con tutte le caratteristiche di quelli già in uso presso i negozi ma col vantaggio di essere attribuibile solo attraverso il sito web con il conseguente monitoraggio del target di utenza e delle reali preferenze del cliente.

Tipologia:

l'e-coupon può essere inserito in apposite pagine on line, o si può far apparire la segnalazione attraverso un pop-up visibile solo cliccando su apposite aree o, ancora, attraverso l'invio di Dem ai clienti più affezionati.l'importante è che sia chiaro al cliente la possibilità di avvalersi di uno sconto sui successivi acquisti attraverso l'uso di questo coupon virtuale.

Possibilità di utlizzo:
nei siti commerciali si dimostra uno strumento di testing e promozione molto valido in quanto attraverso gli acquisti fatti con il coupon si possono monitorare i reali interessi/desideri del cliente; inoltre i reali costi per la creazione di un meccanismo di e-coupon sono davvero molto bassi e consentono di creare l'ennesimo meccanismo di contatto diretto con l'utente che ha l'impressione di essere "coccolato" come in un negozio "dal vivo".

04 gennaio, 2006

Webmarketing: Directory e Motori

Definizione:

siti che permettono la ricerca attraverso parole chiave che vengono inserite in appositi box, i risultati di tale ricerca permette all'utente di visualizzare un elenco di siti in ordine decrescente di priorità rispetto alle parole chiave inserite.

Tipologie:

le due definizioni sono spesso usate come sinonimi mentre hanno una differenza di fondo che dipende dalla modalità di inserimento negli elenchi.
Nelle directory il lavoro di analisi e inserimento dei siti nelle varie categorie viene eseguito da un apposito staff di persone che valuta le pagine web e decide dove e se inserirle nei propri elenchi. Yahoo e Virgilio sono gli esempi più noti.
Nei motori di ricerca, invece, l'analisi e l'inserimento viene eseguito in forma automatica da software definiti "spider" i quali visitano i siti segnalati, li analizzano sulla base di specifici criteri e li inseriscono negli archivi attribuendogli un punteggio che determina la posizione del sito rispetto alle parole chiave ad esse associate. Google e Arianna sono gli esempi più noti.

Possibilità di utilizzo:

secondo recenti statistiche circa il 70/75% degli utenti accedono a nuovi siti attraverso l'uso di directory e motori di ricerca (questi ultimi sono senz'altro preferiti), di conseguenza si può affermare che tutti gli altri strumenti di marketing sono in realtà di complemento ma i veri risultati in materia di visibilità e accessi si ottengono attraverso motori e directory. L'importanza di questi strumenti è tale per cui qualsiasi nuovo sito dovrebbe riuscire a essere inserito negli archivi, è possibili avvalersi di due principali tipologie di inserimento:

- manuale e di tipo gratuito quando è il proprietario o il webmaster stesso che si occupa di segnalare il sito attraverso la compilazione di appositi moduli. Tale modalità implica un elevato dispendio di tempo, l'incertezza nell'inserimento in quanto molti motori e directory rifiutano siti sulla base dell'errata compilazione dei form o sulla struttura stessa delle pagine, spesso lunghi tempi di attesa specialmente per i principali e, infine, non meno importante una posizione molto arretrata (per le rispettive parole chiave scelte)negli elenchi (tra l'altro è doveroso sapere che non tutti i motori e directory consento l'inserimento gratuito, data l'elevata concorrenza e le crescenti necessità economiche alcuni come Virgilio non accettano siti non paganti nei propri archivi!);

- a pagamento quando si acquistano pacchetti promozionali direttamente attraverso i siti dei motori e delle directory oppure avvalendosi dei servizi di agenzie di marketing che curano per intero il processo di acquisto. Tale modalità è caratterizzata dall'evidente difetto di implicare esborsi economici (a volte neanche tanto irrilevanti)ma garantisce immediatezza nell'inserimento o comunque tempi di attesa molto limitati, garanzia nel posizionamento rispetto al pacchetto acquistato e la possibilità di monitorare costantemente i risultati ottenuti in termine di accessi al proprio sito.

03 gennaio, 2006

Webmarketing: Dem

Definizione:

Direct Email Marketing ovvero l'invio di email di natura pubblicitaria a utenti che precedentemente si erano iscritti a un servizio accettando di ricevere comunicazioni pubblicitarie su determinati argomenti. In pratica il Dem si realizza prelevando gli indirizzi mail di un database (sempre previa autorizzazione degli interessati) e inviando email di evidente impostazione promozionale.

Tipologia:

solo attraverso l'invio di email, preferibilmente realizzata in linguaggio html che ne permette una migliore gestione grafica.

Possibilità di utlizzo:

elevate se non si eccede nel numero di singoli invii e si rispecchiano le preferenze espresse dall'utente, è indispensabile accordarsi col proprietario del sito che ha acquisito gli indirizzi mail

02 gennaio, 2006

Webmarketing: Banner

Definizione:
Elemento grafico in genere rettangolare presente nelle pagine web, caratterizzato da una grafica accattivante abbinata a uno slogan che attira l'utente. Ciccandovi sopra si viene direttamente indirizzati verso il sito di appartenenza (ovvero quello che generato il banner).

Tipologie:

I banner possono essere statici (se l'immagine resta fissa), animati (quando la grafica è caratterizzata da immagini in movimento o che si alternano) e rotanti (se durante la visualizzazione si alterna la visualizzazione di più banner che promuovono siti diversi).

Possibilità di utilizzo: il banner nasce per generare guadagni per il gestore del sito che li espone (invogliando l'utente a cliccarci sopra per incrementare le visite al sito linkato dal banner stesso), recentemente sono nate organizzazioni/accordi fra gestori di siti che prevedono lo scambio gratuito di banner, cioè la visualizzazione l'uno del banner dell'altro per incrementare le visite ai propri siti.

Formati: sono numerosi e ognuno può portare a risultati visibilmente differenti:

- 468 x 60 è il formato classico ormai in disuso;

- 120 x 60 , le dimensioni ridotte non facilitano l'inserimento di uno slogan accattivante ma è poco intrusivo;

- 220 x 220 / 200 x 200, le dimensioni permettono di inserirvi molte informazioni tanto che spesso viene usato come pop up con livelli di interattività che li rendono dei piccoli siti;

- 336 x 280, molto grande e quindi decisamente costoso viene usato da società di elevate dimensioni ma è anche considerato da alcuni utenti troppo intrusivo;

- "striscia" di dimensioni rettangolari allungate, si trova spesso sotto il titolo del sito web e per questo è in grado di attirare bene l'attenzione del visitatore;

- skyscaper o banner grattacielo (120 x 600/ 120 x 240), è uno dei formati di recente introduzione, le dimensioni allungate gli permettono di essere visibile anche scorrendo la pagina web:

- expanding: quando il cursose vi si posizione sopra espande le sue dimensioni perfezionando il messaggio promozionale e aumentando l'impatto sul visitatore .

01 gennaio, 2006

Webmarketing: Advergaming

Definizione:

letteralmente significa "fare pubblicità giocando", in pratica si tratta di realizzare un gioco virtuale fruibile dagli utenti del sito, dentro al gioco si inseriscono messaggi promozionali di vario genere.

Possibilità di utilizzo:

si tratta di una forma pubblicitaria recente che in Italia non ha ancora trovato la sua massima diffusione sia a causa dei costi di realizzazione decisamente sopra la media, sia per la particolarità di questa tipologia promozionale. L'utilizzo di un gioco per far apparire messaggi pubblicitari è considerato un meccanismo poco intrusivo all'interno di un contesto divertente e per questo in America si è rivelato particolarmente adatto a promuovere un marchio aziendale piuttosto che specifici prodotti.