diffusione sito web: introduzione PARTE II
Insomma: fare un sito anche tecnicamente e graficamente perfetto, metterlo in rete e restare a guardarlo NON SERVE A NIENTE.
Bisogna promuoverlo.
NON C’è NIENTE DA FARE.
Ma come ci si muove in questo ennesimo mercato?
Per cominciare, come già indicato in fase di scelta della modalità di strutturazione dei contenuti( ovvero quando si è dovuto stabilire come e a chi affidarsi per la realizzazione)bisogna rifarsi agli obbiettivi iniziali: che genere di sito voglio? Per quale motivo lo voglio? Quali scopi mi sono prefissato di raggiungere?
I siti di natura personale o amatoriale, che nascono senza troppe pretese, magari in spazi web liberi e realizzati senza mirare a specifici canoni qualitativi sono ovviamente i primi a richiedere forme di diffusione sulla stessa linea guida ovvero spendendo il meno possibile se non addirittura senza alcun esborso.
Ma allora si può FARE PUBBLICITà ON LINE SENZA SPENDERE? Si e no.
Si, perché esistono modalità gratuite di iscrizione a motori di ricerca, portali o grandi siti di settore oltre a meccanismi di scambio link/banner che innescano circuiti attraverso i quali è possibile dare visibilità a un sito senza pagare alcun che.
No, perché tali modalità gratuite in realtà sono da considerarsi come forme pubblicitarie decisamente blande che richiedono molto tempo per poter essere attuate, non sono per niente sicure in quando(proprio perché gratuite) soprattutto le iscrizioni possono essere rifiutate o possono impiegare svariati mesi per essere portate a termine e in ultimo, ma non meno importante, portano a risultati modesti in considerazione dell’elevata concorrenza delle altre forme promozionali a pagamento.
Per fare un esempio evidente: se il signor X riesce a iscrivere il suo sito su Google con inserimento manuale gratuito è altamente probabile che (in base alle parole chiave scelte) quando l’utente fa una ricerca si troverà alla pagina numero 220, mentre il signor Y (ipotizziamo con lo stesso sito ) acquista un pacchetto promozionale e per un mese (per le stesse parole chiave) si trova nella pagina numero 5 … che effetti avranno i due diversi posizionamenti sul numero di utenti che accederanno al sito attraverso la ricerca? Evidentemente il signor X non ha molte possibilità di acquisire visitatori…l’utente medio della rete che cerca qualcosa statisticamente non prosegue oltre la decima pagina …
Insomma PER FARSI CONOSCERE UN Po’ BISOGNA SPENDERE SOLDI NEL MARKETING?
In effetti si, se gli obbiettivi che ci hanno portato a realizzare il sito sono il linea con questa esigenza. Di fatto, se sono già state spese somme di denaro per realizzarlo è un peccato affidarsi al marketing gratuito che non renderà giustizia al sito professionale stesso. D’altra parte anche se si è già pagato per avere un determinato sito ma non si hanno pretese a breve termine nella visibilità e nel numero di accessi, allora si può sempre cominciare con il marketing gratuito e valutare come si diffonderà nel tempo…
Senza dubbio però, se il sito è di natura commerciale e soprattutto se mira a realizzare attività di e-commerce, il webmarketing diventa uno strumento vitale per il raggiungimento dell’obbiettivo che è appunto, la vendita di un bene o un servizio.
Ma allora SPENDERE QUANTO per avere dei risultati?
Su questo argomento si potrebbe disquisire all’infinito ma prima di tutto bisogna avere almeno le nozioni di base sulle possibili tipologie di pubblicità disponibili in internet. Conoscere il webmarketing nelle sue fondamenta è un buon punto di partenza per stabilire livelli di spesa e obbiettivi concreti in termine di visibilità senza demandare completamente alle società specializzate .










