11 marzo, 2006

Un altro piccolo angelo che ci fà vergognare di essere umani...

Fonte: ANSA
E' MORTA GIORGIA, LA NEONATA ABBANDONATA NEL BERGAMASCO
MILANO - E' morta la neonata abbandonata ad Osio di Sotto, nel bergamasco, la notte tra martedi' e mercoledi' scorsi. Ieri, visto l'aggravarsi delle sue condizioni, era stata operata.

La piccola Giorgia, questo il nome che le avevano dati i sanitari, ha cessato di vivere poco prima delle 21 nel reparto di terapia intensiva pediatrica degli Ospedali Riuniti di Bergamo.

Sempre ieri era stata sottoposta in tutta urgenza a un difficile intervento chirurgico per correggere la grave malformazione cardiaca di cui soffriva. Una operazione che secondo i medici dei Riuniti era andata ''tecnicamente bene'', anche se le condizioni generali della piccola erano troppo compromesse per consentire di sciogliere la prognosi.

Poi nella serata e' sopraggiunta una complicazione polmonare che non le ha lasciato scampo. I sanitari hanno tentato di rianimarla ma senza successo.

Link diretto alla notizia

07 marzo, 2006

Per Tommaso...



Senz'altro non riporterà questo piccolo angelo dalla sua famiglia, ma anch'io voglio far sentire la mia voce su una vicenda così triste ...che urla vendetta ma invoca anche speranza...spero sinceramente che qualcuno posso trovare in fondo al cuore quel coraggio che gli farà dire basta!...
E'vero che la scomparsa di un figlio non si può capire fino in fondo se non si è provato di persona la grande emozione dell'essere genitore...io lo sono da tre mesi e ancora mi sveglio la notte per controllare che il piccolo respiri...
Quand'è che impareremo a non rifarci su chi è più debole di noi come i bambini? forse quando diventeremo davvero una società civile...

17 febbraio, 2006

Non abbandonare il tuo sito per strada...

Ho aperto oggi la campagna “Se abbandoni il tuo sito in mezzo alla strada la vera bestia sei tu”…scherzo! Ci sono ben altre campagne che vale la pena di sostenere…la mia è una piccola provocazione per ricordare a tutti quelli che hanno un sito web che…hanno un sito web!
Essere proprietari di un sito non significa solo averlo creato (o commissionato) ma vuol anche dire che ci si assume la responsabilità di portarlo avanti con costanza.
Sicuramente vi è capitato di finire durante la navigazione su un sito che palesemente non veniva aggiornato da parecchio tempo…magari la grafica è un po’ vecchiotta…oppure l’ultimo commento inserito risale al 2004 … oppure ancora, le news sono ormai gossip…insomma, l’effetto sul visitatore è tremendo e l’utente medio della rete ormai è alleatissimo a scovare queste inadempienze.
E allora?
Se hai un sito da poco cerca di mantenerlo aggiornato, inserisci strumenti di contatto diretto col visitatore e dedicaci il tempo necessario…
Se sei il proprietario di un sito che è on line ormai da svariato tempo fermati un attimo e rifletti: quand’è stata l’ultima volta che ci sei entrato ? quand’è stata l’ultima volta che hai creato una nuova pagina? O hai modificato dei contenuti? O hai risposto a mails? Se anche solo una risposta a queste domande è “non lo so” oppure “ tre mesi fa”allora devi fare una scelta: lasciare perdere del tutto o rimboccarti le maniche e riprendere in mano la situazione.
Lasciare perdere è una soluzione che suggerisco a chiunque non ha più tempo per il web o per il sito aperto, piuttosto che lasciarlo vagare nell’etere in corso di invecchiamento conviene oscurarlo. Fine dei giochi.
Viceversa se si ha ancora qualche interesse verso le pagine web precedentemente create converrebbe riprendere il mano il progetto, dargli una “sistemata” e riprendere a gestirlo con più costanza, in fondo un sito è anche un modo per esprimersi e richiede tempo e pazienza…perché buttare tutto quello che si è già creato fino a quel momento?
Se, invece, stai lavorando adesso sul tuo sito fermati anche tu e pensa: quanto tempo potrà dedicargli in futuro? E’ molto importante stabilire se si potrà lavorare quotidianamente o almeno settimanalmente alla revisione, aggiornamento delle pagine perché da questa consapevolezza dipenderà l’impostazione intera del progetto. Se sai già che potresti avere altri impegni futuri è inutile mettere in piedi un sito particolarmente accurato che richiede anche piccole spese iniziali…piuttosto orientati su qualcosa di più economico e meno impegnativo …in fondo perché disperdere energie per qualcosa che probabilmente non potrai curare adeguatamente in futuro?
Ammetto che è un po’ strano impostare un progetto immaginandone già i risvolti futuri ma nel caso di un sito web ritengo sia un atto doveroso verso se stessi e i potenziali visitatori. Il tutto nasce dal meccanismo di creazione: in fase di individuazione dell’idea e della realizzazione vera e propria e fin troppo facile perdersi nei meandri delle idee e della creatività…il problema poi è mantenere tale condizione in futuro.
L’entusiasmo è una gran bella cosa ma andrebbe dosato con saggezza: dal momento che oggi è facilissimo aprire e creare un sito (sia in termini economici che pratici) perché farlo tanto per fare? O perderci tempo e denaro se poi verrà lentamente lasciato in un angolo a invecchiare?
Anche questo fa parte della consapevolezza dell’idea…apprezzo molto di più chi apre un sito di piccole dimensioni per capire come si evolverà e come lui stesso potrà seguirlo per poi valutare se è il caso di ampliarlo… qualcuno direbbe: chi và piano, và sano e và lontano.....

16 febbraio, 2006

L'interattività come veicolo promozionale

L’interattività è una forma di comunicazione che facilita i contatti con i visitatori del sito.
Attraverso l’interattività è possibile creare un collegamento diretto con il navigatore il quale viene contemporaneamente coinvolto nello scambio e sarà per questo più motivato a non perdere di vista il sito in questione.
Da questa premessa è già possibile intuire come l’interattività può diventare una forma promozionale indiretta: crea contatti coinvolgendo l’utente.
Senza dubbio uno dei problemi principali di un nuovo sito pubblicato nella rete è quello di ottenere visite e quindi, cercare di attirare il maggior numero possibile di utenti verso le proprie pagine. La pubblicità è la risposta più diretta a questa problematica ma è anche la più costosa in termini monetari, viceversa l’interattività può diventare uno strumento di promozione indiretta che richiede un atro tipo di costi: la costanza, l’aggiornamento frequente e, tutto sommato, tempo dedicato.
In altri termini si può dire che attraverso questi strumenti si facilitano i contatti e per questo è più facile aumentare le visite del proprio sito.
Da un punto di vista pratico oggi la forma di interattività più “alla moda”, il “must” del momento è senza dubbio il Blog: attraverso i pensieri, le idee, i commenti in esso inseriti è possibile generare facilmente discussioni con altri navigatori e questo porta inevitabilmente a una maggiore visibilità per se e per il proprio sito. Tutto questo però, come accennavo sopra richiede tempo, pazienza e costanza perché per ottenere commenti e generare interesse bisogna scrivere molto e soprattutto scrivere in modo accattivante su argomenti che possono attirare l’attenzione…e queste caratteristiche sono senza dubbio una nota dolente per chiunque ha poco tempo o poche idee in testa.
Stesso ragionamento per i forum dove il visitatore può contattarne l’amministratore per fare richieste sull’argomento specifico dichiarato (dall’assistenza al servizio/bene fornito a chiarimenti/confronti su temi specifici come “le moto di ultima generazione” ect..): però l’amministratore in questione (che spesso è il proprietario del sito o un suo collaboratore) deve garantire risposte in tempi relativamente brevi ma soprattutto non deve mai dare l’impressione di aver abbandonato il forum altrimenti scoraggerà le visite e , di fatto, abbatterà l’effetto positivo generato dallo strumento.
Meno impegnativi e ugualmente validi per creare un collegamento personalizzato col visitatore sono i form di contatto e i sondaggi che richiedono minore tempo per la loro attivazione ma soprattutto non impongono la presenza costante come il Blog o il Forum; il rovescio della medaglia è che il loro effetto promozionale è notevolmente minore.
Una via di mezzo tra le due categorie sopra esposte in termini di impegno e risultati sono La chat e il Newsletter.
La prima richiede un iniziale impegno per la creazione di una giusta piattaforma che renda accessibile e facile all’uso lo strumento però , successivamente, non impone presenza costante da parte del proprietario anche perché una delle funzioni principali della chat è quella di facilitare i contatti tra persone mettendo a disposizione uno spazio libero in qui incontrarsi. Di conseguenza è facile che chiunque utilizzi la chat lo faccia anche per incontrarvi altre persone piuttosto che il solo proprietario del sito; in ogni caso se si inserisce una chat nelle proprie pagine web è sempre bene “farsi sentire” ovvero rendere nota la propria presenza magari dichiarando orari precisi in cui è possibile trovarsi on line per discutere, in questo modo si dà la possibilità al visitatore di avere un contatto in tempo reale che lo invoglierà a ritornare sul sito stesso.
Anche il newsletter risulta essere meno impegnativo del Blog e del Forum perché non richiede interventi quotidiani (salvo il caso in cui si sceglie di inviarla tutti i giorni) però è uno strumento molto efficace in termini di marketing se viene curato adeguatamente e contiene contenuti che possono attirare chi lo riceve verso il sito proprietario. Sostanzialmente il newsletter può diventare un veicolo di visite inimmaginabile a patto che si ottengano iscrizioni iniziali rilevanti e che i suoi contenuti e la periodicità di invio siano adeguati a mantenere vivo il ricordo del sito verso l’utente interessato.

15 febbraio, 2006

Approposito di "capirci di internet"..

In un precedente post ho incitato neanche tanto velatamente, chi intende avere un sito web a informarsi sui rudimenti, a capire l'essenziale del meccanismo per non lanciarsi nel vuoto.
Stamattina sono incappata in un post molto interessante su
Mauro Lupi's Blog Lasciamoli dire ma rispondiamo
che riprende una discussione aperta sul Blog di
Alessandro Longo Il giornale Vs.internet: atto "ho perso il conto"
. Questi post trattano il problema dell' "ignoranza" rispetto ai mass media ovvero la beffa nella beffa in quanto non solo le masse sono reticenti a informarsi (per essere più precisi : non hanno tempo da perdere per 'stà roba)ma anche alcuni giornalisti che scrivono della rete lo fanno senza sapere esattamente di cosa stanno scrivendo .... se non è ironico questo...
Personalmente penso sia più che altro deprimente ma fà parte della nostra mentalità:
finchè non sono costretto quella roba lì tecnologica non la pronuncio neanche...se poi proprio la devo usare proverò qualcosa tanto per dargli un garbo, tanto mica serve davvero! è solo progresso...

Già è solo progresso...peccato che di questo progresso in altri contesti ci pavoneggiamo d'orgoglio..